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Preghiere

20 febbraio: la Madonna della Scala intercede e salva il paese da un tremendo pericolo

La pietà popolare venera la Madonna della Scala come protettrice in circostanze davvero tremende: anche la natura si inginocchia davanti a Maria.

Madonna della Scala – lalucedimaria.it

A Massafra, comune in provincia di Taranto, si venera la Madonna della Scala, la principale protettrice della cittadina jonica. Un antica leggenda vuole che a evangelizzare la Puglia siano stati gli apostoli Marco e Pietro, che si sarebbero recati anche a Massafra. Una volta qui, edificarono una cripta dedicata alla Madonna nella Valle Rosarum.

Nell’anno 102 la popolazione locale fece dipingere un’immagine della Vergine, che venne chiamata anche Prisca. Un terribile terremoto nel 324 si abbatté sui villaggi di Massafra, Petruscio, Turio e Pasifo facendo crollare le cripte della Gravina, compresa quella della Madonna Prisca.

La devozione alla Madonna della Scala è legata al cosiddetto miracolo delle cerve. Secondo la leggenda, circa un secolo più tardi alcuni cacciatori videro una bellissima cerva. A nulla valsero i tentativi di catturarla. I cacciatori inseguirono la cerva fino a quando non fu lei a fermarsi all’improvviso prima di inginocchiarsi sopra un enorme macigno.

Ripulito il masso, i cacciatori vi trovarono il quadro della Madonna con il Bambino Gesù. Due di loro, dopo aver contemplato il dipinto trovato miracolosamente, scesero in paese per comunicare a tutti la buona notizia: il ritrovamento del sacro dipinto che si credeva perduto per sempre.

I  massafresi organizzarono una solenne processione fino alla chiesa del paese per onorare l’icona. Ma ecco che accadde qualcosa di sorprendente: l’immagine era tornata là dove era stata trovata dai cacciatori. Il messaggio era chiaro: la Madonna aveva indicato il luogo dove voleva che fosse custodita l’immagine.

La Madonna della Scala salva il paese dal terremoto

Così fu: il popolo fedele edificò una chiesetta dando all’icona il titolo di Madonna della Cerva. Secondo un altro racconto ancor più leggendario, anche se più tardivo, si narra che in occasione della festa due cerve, madre e figlia, si recassero spontaneamente alla chiesa. Una volta giunta, la madre scoppiava e le sue carni, dopo essere state cotte, si moltiplicavano miracolosamente a beneficio delle migliaia di pellegrini.

(Foto Facebook @Santuario Madonna della Scala) – lalucedimaria.it

La figlia invece, entrata in chiesa, si inginocchiava davanti all’icona della Madonna. Il 20 febbraio 1743,  verso le ore 23, un tremendo terremoto colpì molte città della zona di Taranto. Massafra però scampò alla violenza del sisma e rimase illesa. La pietà popolare attribuì all’intercessione della Madonna lo scampato pericolo.

In ricordo del fatto miracoloso fu istituita una festa destinata ad aver luogo ogni anno in quel giorno. A quell’ora dovevano suonare le campane in segno di ringraziamento. Con bolla papale di Pio VI nel 1776 la Madonna della Scala divenne patrona e protettrice di Massafra. La sua prima e solenne festa ebbe luogo il 10 ottobre dello stesso anno.

Il vescovo di Mottola, Cesare Ortiz-Cortez, decretò che si dovessero tenere due feste in onore della Vergine: la prima religiosa il 20 febbraio, la seconda civile nella prima domenica di maggio, tradizionale mese mariano. La Madonna tornerà ad aiutare Massafra nella primavera del 1889, quando la popolazione accorse al santuario per chiedere la sua intercessione contro una forte siccità.

Preghiera alla Madonna della Scala

Madonna della Scala, un ultimo dono ti chiediamo: sali con noi i gradini della vita, soprattutto quando avvertiamo la fatica e la prova appesantisce i nostri passi.

Aiutaci a non distrarre mai lo sguardo dalla meta, lì dove splende la luce del Cristo Risorto e ci attende una gioia che non avrà più fine.

Amen

Emiliano Fumaneri

Veronese di nascita, ho vissuto molti anni in Trentino-Alto Adige (Merano, Trento, Rovereto). Vivere in una regione di confine così ricca di storia e di strazi ha suscitato in me la passione per le lingue straniere e la curiosità per culture e costumi differenti. Mi appassionano anche la geopolitica e le tematiche ambientali.

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Emiliano Fumaneri

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