15+Sabati+del+Rosario%3A+antica+pratica+per+grazie+immediate+%26%238211%3B+11%C2%B0+sabato
lalucedimaria
/15-sabati-del-rosario-guarigione-don-cesario-11/amp/
Preghiere

15 Sabati del Rosario: antica pratica per grazie immediate – 11° sabato

La  diffusione dei 15 Sabati è strettamente legata al Santuario di Pompei e alle sue tradizioni mariane. 

photo web source

Nasce come recita, infatti, per 15 sabati consecutivi, dei quindici Misteri del Rosario. Oggi sono diventati 20, con l’introduzione dei Misteri della Luce.

Prima di iniziare la preghiera dei 15 Sabati, è bene confessarsi e proporsi, quel sabato, di prendere la Comunione. Questa devozione ci chiede principalmente di meditare su uno solo dei Misteri del Rosario (uno per ogni sabato) e di approfondirlo col brano evangelico corrispondente, con preghiere, riflessioni, proponimenti e opere proposte per quel giorno (secondo le disposizioni del Santuario di Pompei), nonché con la recita del Rosario per intero (ossia tutti e 20 i Misteri) o di parte di esso.

Questa devozione fu formulata dal Beato Bartolo Longo e si può iniziare in qualunque sabato dell’anno, anche se, al Santuario di Pompei, la si fa prima dell’8 Maggio e della prima domenica di Ottobre. Di seguito, proponiamo la testimonianza di una guarigione, avvenuta per la pratica dei 15 Sabati e riportata dalla rivista “Il Rosario e la Nuova Pompei”.

15 Sabati del Rosario: la guarigione di don Cesario

Nel 1888, Don Andrea Sponsiello Cera, di Presicce (Puglia), scriveva a Bartolo Longo, per testimoniare uno dei miracoli avvenuti, per mezzo della recita del Rosario, e spiegava, con dovizia di particolari, quanto aveva potuto appurare coi suoi occhi: “Il più giovane dei Sacerdoti di questo Comune, di nome Don Cesario, dopo cinque mesi di ostinata emottisi, sorpreso alla fine da una pleurite, venne, nel Giugno del 1886, presso a morte.

Nessuno degli umani mezzi fu lasciato intentato, ma con nessun profitto! Si pensò ben tosto di ricorrere ai divini; ma anche questi si mostrarono infruttuosi. Il giovane Sacerdote doveva irreparabilmente morire tisico”. Il giovane sacerdote si preparava, così, a vivere i propri funerali, tanto che si era dispiaciuto enormemente dell’allontanamento momentaneo del suo confratello Don Andrea (che scrisse la lettera), poiché temeva di morire prima che tornasse in paese.

Allora, impietosito da una tale sentimento, di cui era venuto a conoscenza tramite un altro sacerdote, Don Andrea pensò di affidare il giovane alla Madonna: “Punto da vivo dolore, pensai non avervo altro espediente che ricorrere di persona alla Vergine taumaturga del Rosario, al suo caro Santuario di Pompei, e andare a bagnare di lacrime il suo Altare e strapparle a forza di preghiere la grazia”.

Don Andrea si trovava a Roma per sbrigare delle faccende personali e decise di partire per Napoli, per raggiungere Pompei, e celebrare di persona una Messa al Santuario, per il giovane sacerdote. Intanto al paese, Don Cesario riceveva l’estrema unzione, poiché oramai i medici si erano dichiarati impotenti contro la sua malattia. “Tutti, non solo in Presicce, ma ancora nelle vicine parrocchie di Acquarica del Capo, di Barbarano e altrove, pregavano il Signore che ridonasse la vita all’infermo o almeno con una subita morte lo togliesse a uno stato così miserando.

Don Cesario si era rassegnato alla morte

La sera del 25 Giugno, era di Venerdì, nel prendere commiato dall’agonizzante (credevo di farlo per l’ultima volta), gli dissi: Don Cesario, domani comincerà la fun­zione pei Quindici Sabati del Rosario, che, piacendo a Dio, faremo come ne’ sei anni passati. Parecchie anime pie pregheranno per la vostra vita temporale, se ciò torna di gloria a Dio, ovvero per l’anima vostra, se a lui così piace!”.

Don Cesario non riusciva più nemmeno a parlare, ma fece un cenno per confermare di aver capito quanto gli era stato appena detto. E poi accadde qualcosa, proprio durante quella notte: “La mattina del di seguente (Sabato 26 Giugno) mi recai dall’agonizzante, che io reputavo spirato: ed oh, meraviglia! lo trovai rimesso, che dormiva da mezz’ora. Non credevo a me stesso! Uscii per andare in chiesa e ringraziare la Regina del Rosario, quando m’imbattei nel medico curante. Tutto giulivo in viso gli annunziai che Don Cesario era salvo. Ma il medico mi rise in faccia e “Don Cesario è spirato!” -mi rispose con gravità”.

Ma era il medico ad essere in errore, Don Andrea, invece, sapeva bene di averlo affidato nelle mani Sante e piene di grazie della Madonna: “Turbato e sconcertato a quello improvviso annunzio, torno immediatamente a casa dell’infermo e che vedo! il caro giovane Sacerdote non solo vivo, ma quasi sano!”.

Antonella Sanicanti

 

Antonella

Scritto da
Antonella

Recent Posts

  • Preghiere

Preghiera della sera 20 settembre: invochiamo la Santa Trinità, prima del riposo

Un canto di lode per esaltare la magnificenza di Dio, rendere grazie alla Sua infinita…

8 ore fa
  • Novene

Novena a Maria che scioglie i nodi: 21 settembre, terzo giorno

Nel terzo giorno della Novena a Maria che scioglie i nodi, affidiamo alla Vergine ciò…

10 ore fa
  • Novene

Novena a Padre Pio di Pietrelcina per chiedere una grazia: settimo giorno

Nel settimo giorno della Novena a Padre Pio, affidiamo al santo le nostre sofferenze e…

21 ore fa
  • Santi

Oggi 20 settembre, Santi Martiri Coreani: morirono per non rinnegare Gesù

Furono uomini, donne, sacerdoti, famiglie, giovani e bambini: i Santi Martiri Coreani affrontarono torture e…

24 ore fa
  • Preghiere

Preghiera del mattino 20 settembre: affidati alla misericordia di Dio

Iniziamo questo nuovo giorno affidandoci alla Santissima Trinità e alla misericordia di Dio Padre, chiedendo…

24 ore fa
  • Il Vangelo del Giorno

Vangelo del 20 settembre 2026: Dio non smette mai di cercarti, fino all’ultimo

Nel commento al Vangelo di oggi, don Luigi Maria Epicoco legge la parabola degli operai…

24 ore fa