La tradizione vuole che l’icona della Madonna della Tenerezza sia stata dipinta addirittura da un evangelista. È stata – ed è – la grande protettrice del popolo russo nei momenti più difficili della storia.

In Russia è particolarmente venerata la Madonna detta, alla greca, «eleùsa» che significa misericordiosa, pietosa ma anche tenera. La Vergine infatti vi è raffigurata come Madre piena di tenerezza per il Bambino Gesù, tenuto in braccio. Lo sguardo della Madonna è al tempo stesso dolce e triste. È detta anche Theotokos (ossia «Madre di Dio») di Vladimir, dal nome della città russa di Vladimir.
La Chiesa ortodossa in Russia la festeggia il 3 giugno. In questo tipo di icone il Bimbo Gesù si appoggia teneramente alle guance della Madre, che ha un’espressione mesta e pensosa come se già stesse meditando sulla futura Passione del Figlio. Dunque questa tipologia di icona si chiama «Theotokos Eleusa» ovvero «Madre di Dio della Tenerezza».
Secondo la tradizione a dipingere l’icona della Vergine della Tenerezza sarebbe stato l’evangelista San Luca. Nell’ortodossia russa – forse per reazione all’antica persecuzione iconoclasta dei secoli VIII e IX – la preparazione delle icone è considerata essa stessa un atto sacro. San Luca, reputato il primo autore di icone sacre, avrebbe ritratto la Madre di Dio quando era ancora in vita.
C’è chi sostiene che l’evangelista avrebbe realizzato almeno una settantina di dipinti. Altri invece limitano a meno di dieci questo numero. A giudizio di altri studiosi invece il realizzatore dell’icona sarebbe uno dei migliori artisti bizantini del XII secolo. Proprio per questa ragione il Patriarca di Costantinopoli ne avrebbe fatto dono a Jurij Dolgorukij, principe di Kiev e fondatore di Mosca.
La Madonna della Tenerezza protegge gli abitanti di Mosca nella prova più dura
Il trono di Kiev passò successivamente al principe Andrej, detto Bogoljubskij («Innamorato di Dio») per la sua devozione e l’amore per il Signore. Fu il principe Andrej a decidere di portare con sé la sacra icona bizantina della «Theotokos Eleusa». Si racconta che i cavalli che trainavano il carro che trasportava l’icona non abbiano più voluto muoversi una volta raggiunta Vladimir.

Per questa ragione Andrej decise di scegliere come capitale la città che portava il nome del suo antenato. Al tempo delle invasioni tartare, il temibile Tamerlano depredò la cattedrale della Dormizione e minacciava Mosca. Per arrestare l’invasore, l’icona venne trasportata fino a Mosca in un viaggio di dieci giorni. L’immagine venne posta all’interno del Cremlino.
Davanti all’icona si cominciò ad officiare una liturgia continua, che andò avanti di giorno e notte, con costanti Te Deum e richieste di intercessione. Da un giorno all’altro Tamerlano tolse l’assedio a Mosca e la città fu libera dalla minaccia tartara. Al termine delle invasioni, l’icona venne definitivamente sistemata nella Cattedrale della Dormizione del Cremlino.
Da allora la «Vladimirskaja», come la chiamano con affetto i moscoviti, non ha mai cessato di accompagnare i momenti cruciali della storia di Mosca. Nelle difficoltà i fedeli l’hanno sempre invocata. Si narra che perfino Stalin abbia fatto caricare l’icona su un aereo nel 1941, mente l’esercito tedesco si avvicinava a Mosca. Alcuni giorni dopo le truppe tedesche cominciarono a ritirarsi.
Preghiera alla Vergine della Tenerezza invocata nella difficoltà
O Maria, Regina della pace: fa’ che non ci stanchiamo mai di pregare, sperare, operare per la grazia, la pace e la prosperità di tutte le nazioni. O Signora di Fatima: fa’ che Occidente e Oriente siano uniti da un ponte di grazia e di fraternità, ponte di unità e pace per la Chiesa e per le Nazioni.
O Vergine della tenerezza di Kiev e di Mosca: aiuta Oriente e Occidente a riscoprire il tesoro nascosto di immenso valore: tesoro di fede cristiana. Tesoro di santità e preghiera, tesoro di cattedrali e monasteri, tesoro di bellezza, arte, liturgia, tesoro di fedeltà a Cristo Risorto e a Maria Assunta.
O Regina della pace, Prega per noi Amen.
(Giorgio La Pira)







