Madonna delle Grazie di Mellea: appare per ben due volte, a distanza di un secolo

Tra le colline di Farigliano, la Madonna delle Grazie di Mellea è apparsa due volte a un secolo di distanza, portando sollievo nella sofferenza e dispensando grazie di guarigione ai malati più gravi.

Madonna delle Grazie di Mellea
Madonna delle Grazie di Mellea – lalucedimaria.it

Tra Farigliano e Carrù (Cuneo) si trova Mellea. È qui che il 10 aprile 1637 la Madonna apparve al giovane Giovanni Ferrero, un secolo dopo la prima apparizione (avvenuta il 20 maggio del 1537) a un certo Antonio da Momigliano che, malato e storpio al punto da dover camminare a carponi, aiutandosi con le mani, si era recato da un amico a Carrù per cercare qualche rimedio al suo male.

La Madonna gli era apparsa seduta su un masso, circondata da una luce splendente in una fitta boscaglia, e lo aveva completamente guarito. La notizia della guarigione miracolosa si diffuse rapidamente e ai piedi del masso sarebbero subito guariti in tanti: due paralitici costretti a usare le stampelle per muoversi, un sordomuto, un soldato col braccio paralizzato.

Il segreto di Mellea: perché la Vergine tornò dopo cent’anni?

Il vescovo di Alba, visti i fatti straordinari che si susseguivano e l’afflusso dei fedeli che continuava a crescere, concesse l’autorizzazione a costruire una cappella sul posto. Fu avviata una regolare indagine al termine della quale il vescovo dichiarò veri e autentici i fatti accaduti. Un secolo dopo la Madonna apparve una seconda volta a Giovanni Ferrero di Biagio, di Farigliano.

Questi era un giovane pastore che, impaurito da un’improvvisa e violentissima grandinata, aveva invocato la protezione della Vergine Maria. Anche lui ebbe un’apparizione.  Il fatto fu documentato con atto autentico da Bernardo Mancardi, notaio ducale di Farigliano. In segno di gratitudine si decise di costruire l’attuale Santuario con l’annesso convento.

Santuario di Nostra Signora delle Grazie di Mellea
Santuario di Nostra Signora delle Grazie di Mellea (Foto Facebook @Santuario di Nostra Signora delle Grazie di Mellea) – lalucedimaria.it

La custodia del santuario fu affidata prima ai cistercensi dell’Abbazia di Vicoforte di Mondovì e successivamente, dal 15 febbraio 1647, ai frati minori francescani. Nel XIX secolo l’amministrazione comunale invitò Don Bosco a fondare una scuola e a assicurare il servizio religioso nel santuario (era il periodo dell’incameramento dei beni ecclesiastici).

Diverse difficoltà impedirono alla cosa di andare in porto. Si sa tuttavia che Don Bosco visitò personalmente il Santuario grazie a uno dei primi treni che percorsero la linea ferroviaria Torino-Ceva. L’archivio del convento custodisce il Libro dei Miracoli, un manoscritto contenente «le memorie autentiche riguardanti le apparizioni miracolose» ovvero le deposizioni con giuramento fatte davanti al pubblico notaio.

Preghiera alla Madonna delle Grazie

O Celeste Tesoriera di tutte le grazie, Madre di Dio e Madre mia Maria, poiché sei la Figlia Primogenita dell’Eterno Padre e tieni in mano la Sua onnipotenza, muoviti a pietà dell’anima mia e concedimi la grazia di cui fervidamente Ti supplico.

Ave Maria

O Misericordiosa Dispensatrice delle grazie divine, Maria Santissima, Tu che sei la Madre dell’Eterno Verbo Incarnato, il quale Ti ha coronato della Sua immensa sapienza, considera la grandezza del mio dolore e concedimi la grazia di cui ho tanto bisogno.

Ave Maria

O Amorosissima Dispensatrice delle grazie divine, Immacolata Sposa dell’Eterno Spirito Santo, Maria Santissima, Tu che da Lui hai ricevuto un cuore che si muove a pietà delle umane sventure e non può resistere senza consolare chi soffre, muoviti a pietà dell’anima mia e concedimi la grazia che io aspetto con piena fiducia della Tua immensa bontà.

Ave Maria

Sì sì, o Madre mia, Tesoriera di tutte le grazie, Rifugio dei poveri peccatori, Consolatrice degli afflitti, Speranza di chi dispera e Aiuto potentissimo dei cristiani, io ripongo in Te ogni mia fiducia e sono sicuro che mi otterrai da Gesù la grazia che tanto desidero, qualora sia per il bene dell’anima mia.

Salve Regina