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Ginevra dal rapporto delle Nazioni Unite pubblicato il 5 febbraio 2015  – L’Isis stermina, tortura violenta e mutila continuamente bambini e le loro famiglie solo perchè fanno parte di minoranze etniche tutto questo avviene in Iraq. Il rapporto dell’ONU segnala le mostruosità a cui sono sottoposte queste vittime innocenti: “crocifissioni”, “decapitazioni le loro teste vengono usate come palloni per giocare a calcio, e vengono sepolti vivi senza alcuna pietà”. L’ONU richiama ad una maggiore attenzione il governo iracheno che sembra un po sottovalutare il problema anche se il governo stesso in numerose circostanze ha chiesto aiuti di armamenti più efficaci all’occidente per contrastare meglio le truppe del califfato. Le ripercussioni degli atti criminali compiuti dall’Isis sono molteplici non ultima a causa dell’esecuzione barbara del pilota giordano, la Giordania ha messo in preallarme le proprie truppe non escludendo la possibilità di attacchi anche se ci sono notizie di attacchi aerei già avvenuti da parte dell’aviazione giordana nel nord dell’Iraq  e precisamente a Mosul dove postazioni dell’Isis sono state bombardate e 55 membri della Jihad sono rimasti uccisi.  L’impresa è stata salutata dai piloti con grande soddisfazione è c’è stata anche una manifestazione in onore del pilota scomparso.

Leggiamo il commento di Andrea Iacomini, portavoce dell’Unicef Italia. “Proprio la scorsa estate il rappresentante Unicef in Iraq, Marzio Babille, aveva parlato del calvario cui venivano sottoposti i bambini e le bambine yazidi in fuga da Isis con le loro famiglie, senza dimenticare pratiche come la chiusura immediata di scuole ‘non affini’ e l’utilizzo, sempre da parte di Isis, di modalità di reclutamento forzato dei bambini come soldati che imbracciano armi per uccidere ostaggi e combattere” prosegue Iacomini.

Non basta indignarsi

Indignarsi serve ci aiuta a smuovere i muri di omertà che si sono creati anche nell’informazione, ma il fatto che i cristiani vengano regolarmente massacrati in ogni parte del mondo interessa a pochi diciamolo francamente, anche quando gli obbiettivi dei combattenti dell’Isis sono i bambini innocenti che devono subire perfino la crocifissione.  Parliamo delle migliaia di vittime innocenti e purtroppo  il numero è destinato ad aumentare  in  Medio Oriente, un calvario senza fine e senza tempo che coinvolge anche oltre 3,5 milioni di profughi che vagano senza meta in condizioni pietose. Il portavoce conclude il suo intervento con queste parole: “questo rapporto spero faccia risvegliare un sentimento di indignazione globale verso gesta sanguinarie perpetrate ai danni dei bambini che vanno sempre e ovunque protetti e invece sono vittime dell’odio non solo in Medio Oriente. Non possiamo svegliarci come sempre in ritardo e ripetere poi a noi stessi ‘Dove eravamo?’ dopo questa ennesima strage degli innocenti del nuovo millennio. Basta sangue”.

Ma intanto l’Isis continua a spargere i suoi veleni e a perseguitare tutti quelli che professano altri credo.

Togliete quelle croci

 I jihadisti dello Stato islamico hanno imposto la rimozione delle croci e crocifissi dalle chiese di Tel Hamis, una località a maggioranza cristiana nel nord-est della Siria. Lo riferiscono media siriani delle opposizioni, che a loro volta citano fonti della Chiesa siriaca siriana e della comunità assira. L’informazione non può essere verificata in maniera indipendente.

Trovate bandiere Isis in Bosnia Erzegovina

Alcune bandiere dell’Isis issate su una casa e una staccionata a Gornja Maoca, nel nordest della Bosnia, sono state rimosse prima dell’arrivo della polizia nel villaggio abitato da alcuni anni da una comunità di musulmani integralisti, fedeli all’islam radicale come quello praticato in Arabia Saudita diffuso fra alcuni veterani della guerra degli anni ’90. Lo ha reso noto la polizia, intervenuta dopo che la televisione di Sarajevo aveva denunciato le immagini delle bandiere dell’organizzazione terroristica.