Cosa nasconde l’uovo di Pasqua?

L'uovo di Pasqua è preludio di vita
Uova di Pasqua

Potrebbe sembrare soltanto una trovata commerciale, ora che le uova di Pasqua sono quasi esclusivamente di cioccolato, ma in realtà la tradizione di regalare le uova a Pasqua è molto antica.

Sin dalla notte di tempi le uova hanno simboleggiato la vita e la sua sacralità.
La cultura dei miti ci svela che i pagani credevano che il cielo e la Terra fossero due emisferi, che uniti creassero un solo uovo; in Egitto l’uovo era considerato il concentrato dei quattro elementi dell’universo: acqua, aria, fuoco e terra; i persiani, al sopraggiungere della Primavera, usavano scambiarsi uova di gallina.

Quest’ultima usanza si è diffusa, nel corso della storia, in quasi tutti i Paesi del mondo, da oriente ad occidente, da nord a sud, dalla Grecia alla Cina, dall’Iraq all’India, dalla Russia alla Polinesia … con la medesima accezione di segno della vita che si rinnova.
Con molta facilità, quindi, questo gesto è stato adottato e adattato al cristianesimo, per rappresentare la Resurrezione di Cristo.

L’uovo sembra somigliare ad un sasso, come quello apposto al sepolcro di Gesù, ma, come quel sepolcro, custodisce la vita che sta per dischiudersi al mondo intero.
In alcuni Paesi, anche ortodossi (gli ortodossi le fanno spesso benedire durante i loro riti), le uova, che vengono regalate ad amici e parenti, si fanno bollire insieme a foglie o fiori colorati, in modo che il guscio si dipinga (soprattutto di rosso per simboleggiare la Passione di Cristo), oppure vengono decorate con pitture, disegni o decoupage.

In questi stessi Paesi, e anche in Italia, è usanza non consumare le uova durante la Quaresima e accumularle, per mangiarle dalla Pasqua in poi.
In alcuni paesini d’Italia, poi, la mattina di Pasqua, in famiglia, si fa colazione, tutti insieme, con una frittata e del pane (a ciambella o intrecciato), cotto con delle uova intere, incastonate dell’impasto.

In Francia, si organizza la caccia pasquale al tesoro: le uova vengono nascoste in delle aree apposite, fra gli alberi, e fatte ricercare dai bambini.
Si fa, invece, risalire al Medioevo la produzione di uova artigianali, un tempo realizzate con materiali preziosi (argento, platino, oro), solitamente destinate agli esponenti delle classi sociali più agiate.

Edoardo I (1239-1307), Re d’Inghilterra, ad esempio, fece creare 450 uova rivestite d’oro, da regalare in occasione della Santa Pasqua.
Nel 1883, invece, lo Zar Alessandro III chiese all’orafo Peter Carl Fabergé di forgiare un uovo speciale per la Zarina Maria, sua moglie.
Il primo uovo di Fabergé era in platino, smaltato di bianco, e conteneva un tuorlo d’oro, che, a sua volta, racchiudeva una gallinella dorata e smaltata, con gli occhi di rubino.
Anche la gallina custodiva una sorpresa: una miniatura della corona imperiale con un rubino, anche’esso a forma di uovo. La Zarina fu talmente impressionata dal lavoro svolto da Fabergé che lo propose come gioielliere di corte, col compito di ideare ogni anno, per la Santa Pasqua, un uovo diverso, che contenesse una sorpresa.

Si pensa che da questi eventi si sia diffusa l’idea di nascondere nelle uova la sorpresa, che oggi tutti i bambini, e non solo, si aspettano di trovare nelle uova che ricevono per la Pasqua.
Oggi le uova sono di cioccolata, a latte o fondente, di svariate dimensioni, artigianalmente rifinite o di grandi marche, ma la sorpresa gioiosa che preannunciano, nel celare all’interno ciò che non si immagina, è un piccolissimo assaggio di ciò che l’uovo/sepolcro svela: Gesù risorto e vivo.

Antonella Sanicanti