Triduo ai Santi Pietro e Paolo – primo giorno

ULTIMO AGGIORNAMENTO 10:20

Perché Pietro e Paolo sono i Patroni di Roma?

Il Triduo, in onore dei due Santi Pietro e Paolo, ci ricorda l’importanza e il peso che essi hanno avuto nella storia della Chiesa.

Pietro e Paolo
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Tutt’ora e per sempre, celebriamo Pietro e Paolo come esempio di adesione autentica e totale al messaggio evangelico; di fede perpetua, fino alla morte, nel nome del Cristo, Figlio di Dio, unico salvatore del genere umano.

San Pietro e San Paolo celebrati insieme, il 29 Giugno

San Pietro e San Paolo si festeggiano lo stesso giorno, il 29 Giugno, e sono i Patroni di Roma.

Pietro fu il primo degli Apostoli. Si chiamava Simone, in realtà, e fu Gesù stesso a dargli il nome di Pietro, poiché sarebbe stato il primo Pontefice (la pietra), colui sul quale si sarebbe edificata la Chiesa che oggi conosciamo.

Paolo, nato col nome di Saulo, era un ebreo che godeva della cittadinanza romana, convinto avversario dei cristiani. Non incontrò mai Gesù in vita, ma, sulla strada da Gerusalemme a Damasco, mentre andava ad organizzare rappresaglie contro i seguaci di Cristo, che aveva già brutalmente e ripetutamente ucciso, venne fermato e coinvolto in una visione, che gli farà sentire l’amore di Dio e lo terrà legato a lui per sempre, trasformandolo in un grande teologo e propagatore della Parola.

Triduo ai Santi Pietro e Paolo – primo giorno

O Santi Apostoli Pietro e Paolo, io (nome) vi eleggo, oggi e per sempre, come miei
speciali protettori ed avvocati e mi rallegro umilmente, tanto con voi, o San Pietro
principe degli Apostoli, perché siete quella pietra su cui Iddio edificò la sua Chiesa,
che con voi, o San Paolo, prescelto da Dio per vaso di elezione e predicatore della verità,

e vi prego di ottenermi viva fede, speranza ferma e carità perfetta, totale distacco da
me stesso, disprezzo del mondo, pazienza nelle avversità e umiltà nelle prosperità,
attenzione nell’orazione, purità di cuore, retta intenzione nell’operare,
diligenza nell’adempiere gli obblighi del mio stato, costanza nei proponimenti,
rassegnazione al volere di Dio e perseveranza nella divina grazia, sino alla morte.

E così, mediante la vostra intercessione ed i gloriosi vostri meriti, superate le tentazioni del mondo, del demonio e della carne, sia fatto degno di venire dinanzi al cospetto del supremo ed eterno Pastore delle anime, Gesù Cristo, il quale,
con il Padre e con lo Spirito Santo, vive e regna nei secoli dei secoli, per goderlo
ed amarlo eternamente. Così sia.

Pater, Ave, Gloria.

Antonella Sanicanti

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