Storie di ordinaria intolleranza “Luca era Gay ora sta con lei”

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Le lobby come dice papa Francesco sono pericolose a tutti i livelli nessuna esclusa, si parla tanto di omofobia e lo si fa anche quando non è necessario. Ma quando sono le lobby gay ad esercitare pressioni e ad essere intolleranti allora va bene, anche quando si sotterra la libertà di espressione di chi racconta le cose in modo diverso anche se ne ha condiviso le stesse esperienze. Questo è accaduto a Luca di Tolve e a sua moglie Teresa che sono stati invitati dal parroco di Monteforte (Verona) per testimoniare la loro conversione .

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Luca Di Tolve come è noto era Gay, la sua conversione e avvenuta durante un pellegrinaggio a Medjugorje e ora è felicemente sposato con una donna. Ma le lobby gay non sopportano l’idea che qualcuno possa affermare che dall’omosessualità si possa uscire e tornare ad essere eterosessuale . Sui media viene dato un enorme risalto a chi come Cecchi Paone sventola orgogliosamente la sua esperienza di uomo che per 35 anni ha vissuto una vita normale di eterosessuale ma che poi ha avuto questa folgorazione e i suoi gusti sessuali sono cambiati ed oggi è divenuto il simbolo dei gay. Ma guai se qualcuno racconta di aver fatto il percorso inverso “anatema” , scattano gli insulti le aggressioni verbali e non solo.

Il circolo Pink-gay, lesbiche, bisex, trans, etero di Verona e altre originali associazioni hanno cercato in tutti i modi di impedire all’ex omosessuale di parlare pubblicamente della sua storia, della sua conversione e del suo felice matrimonio. L’evento si è svolto  nella parrocchia  di Monteforte in occasione dell’anno della fede. Luca e Teresa hanno anche fondato l’associazione Gruppo Lot Regina della Pace Onlus (www.gruppolot.it, qui il gruppo Facebook) che ha come finalità di «aiutare tutte le persone sofferenti che portano dentro di sé ferite e dipendenze a livello emotivo, relazionale, di identità sessuale, di abuso e di violenza, che hanno difficoltà nell’avere sane e buone relazioni con il fine di ritrovare la propria identità in Cristo».

Il circolo Pink-gay ritiene che la biografia di Luca Di Tolve sia da censurare perché è «un insulto alle persone glbt», come scrivono in un comunicato. Immancabile l’accusa pavloviana di “omofobia”. Intendono quindi «fare pressione sul parroco affinché annulli la serata prevista», in caso contrario hanno minacciato di contestare l’iniziativa, probabilmente impedendo fisicamente all’ex omosessuale di raccontare la sua vita (come è già accaduto varie volte). Il parroco don Alessandro Bonetti ha ribadito: «Non sarà una serata di discussione sulla tematica dell’omosessualità, ma l’ascolto della testimonianza di conversione alla fede di un uomo. Non vedo il problema. Ad ogni modo sentirò il Vescovo».

Nell’anno 2009 il cantante Povia ha presentato a Sanremo la canzone “luca era Gay” canzone ispirata dalla storia di Luca di Tolve, tra l’altro la canzone è arrivata seconda alla kermesse canora  ottenendo i favori della critica musicale, ed ha anche vinto il premio Mogol come miglior testo. Ma alla faccia della tolleranza l’arcigay promise di fare fuoco e fiamme per impedire a Povia di cantare la sua canzone e minacciò addirittura di bloccare il festival della canzone italiana. Per ottenere rispetto bisogna dare rispetto quando si manca di tolleranza perchè poi la si pretende? Risuonano le parole di  Gesù che disse;non fare agli altri quello che non vuoi essere fatto a te. Riflettete gente…