Santi primi martiri della Chiesa di Roma, morti per la fede sotto l’imperatore Nerone

Chi erano i Santi primi martiri della Chiesa di Roma?

Il giorno seguente alla celebrazione dei Santi Pietro e Paolo, la Chiesa festeggia la memoria liturgica di molti cristiani, rimasti anonimi, che subirono il martirio nei giardini Vaticani, sotto l’imperatore Nerone, tra il 64 e il 67. Accusati dell’incendio della città, i primi martiri furono uccisi con supplizi diversi.

Santi primi martiri della Chiesa di Roma
Santi primi martiri della Chiesa di Roma (websource)

La persecuzione nei confronti dei primi martiri avvenne subito dopo l’incendio di Roma, il quale ebbe luogo nella notte del 18 luglio 64. L’imperatore Nerone, per scrollarsi di dosso ogni tipo di responsabilità ed allontanare dunque da sé l’ira del popolo, attuò questa mossa sanguinaria. Le fonti che ci parlano dell’accaduto sono sostanzialmente due: Gli Annali di Tacito, storico vissuto tra il 55 e il 120 e il racconto di papa Clemente, Vescovo di Roma dal 92 al 97.

I Santi primi martiri della Chiesa di Roma negli Annales di Tacito

Perché l’imperatore Nerone accusò e perseguitò la nascente comunità dei seguaci di Gesù? Perché furono i primi ad essere incolpati dell’incendio? Cornelio Tacito, nel XV libro degli Annales ci offre una risposta: “Siccome circolavano voci che l’incendio di Roma fosse stato doloso, Nerone presentò come colpevoli, punendoli con pene ricercatissime, coloro che, odiati per le loro abominazioni, erano chiamati dal volgo cristiani”(Tacito, Annales, Libro XV, 44). Nerone dunque scaricò sui cristiani le colpe e le accuse a lui rivolte.

Papa Clemente ci parla della tipologia di esecuzioni

Il racconto di Papa Clemente ci offre delucidazioni sul luogo del martirio e sulle modalità di esecuzione dei primi martiri della Chiesa di Roma. Il racconto del pontefice ci dice che le esecuzioni avvenivano presso i giardini vaticani, messi a disposizione da Nerone proprio a questo scopo. Molti di essi, presso i giardini del Colle Oppio, vennero cosparsi di pece e vennero bruciati di notte, perché fornissero luce notturna. Altri, tra cui bambini e donne, furono ricoperti dalla pelle di alcuni animali e offerti in pasto alle bestie feroci. Alcuni cristiani vennero crocifissi e altri decapitati.

San Pietro e San Paolo vittime di tale persecuzione

La persecuzione neroniana non si arrestò all’estate del 64, ma si prolungò almeno fino all’anno 67. Il primo papa della Chiesa romana, San Pietro fu uno delle vittime di tale persecuzione. Egli fu crocifisso a testa in giù nel Circo Neroniano, dove sorse la basilica di San Pietro. Altro illustre martire coinvolto nella persecuzione fu l’Apostolo delle Genti, San Paolo, decapitato alle Aquae Salviae e sepolto lungo la via Ostiense. La chiesa festeggia la memoria liturgica dei Santi primi martiri della Chiesa di Roma il 30 giugno.

Fabio Amicosante

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