Sante Rufina e Seconda, martiri a Roma nel III secolo

Chi erano le Sante Rufina e Seconda?

Vissute entrambe nel III secolo, le Sante Rufina e Seconda furono promesse spose di due correligionari: Armentario e Verino. Le fonti sono concordi nel dire che subirono il martirio a Roma, nel 257, dopo essersi rifiutate di rinnegare la loro fede cristiana.

Sante Rufina e Seconda martiri
Sante Rufina e Seconda (websource)

Le fonti relative alle vicende biografiche delle due sante le ricaviamo dal Martirologio Geronimiano, dagli Itinerari Romani, dalla Notizia di Guglielmo di Malmesmury, nel Calendario Marmorei di Napoli e dal Martirologio Romano. Le Sante Rufina e Seconda furono sorelle e furono promesse spose a due giovani cristiani. La vita per i cristiani del III secolo non era di certo facile e le persecuzioni erano all’ordine del giorno. A seguito delle numerose persecuzioni, i due giovani promessi sposi delle Sante apostatarono e dunque rinnegarono la loro fede. Questo gesto portò Rufina e Seconda a fare voto di verginità.

Le due Sante rifiutarono l’apostasia

I due fidanzati non avevano intenzione di rinunciare alle due giovani Sante. Cercarono in ogni modo di indurle a rinnegare la loro fede, come loro avevano fatto, per proseguire il loro fidanzamento. Rufina e Seconda rifiutarono la proposta dei loro fidanzati e per questo furono denunciate pubblicamente. Il Conte Archesilao fece perseguitare le due giovani ragazze, che cercarono rifugio, allontanandosi da Roma. Tuttavia furono raggiunte dai persecutori, che le consegnarono a Giunto Donato, prefetto romano.

Il Martirio

Le due sorelle furono sottoposte a interrogatori e pressioni da parte dei persecutori. La fede che accompagnava le due Sante le portò al netto rifiuto dell’apostasia e, vista la loro resistenza e il loro rifiuto, il prefetto le condannò a morte. Le due giovani furono successivamente portate in un luogo chiamato Silva Nigra, sulla Via Cornelia. Qui Santa Rufina venne decapitata, mentre Santa Seconda fu bastonata a morte. I loro corpi furono successivamente abbandonati. Le due Sante apparirono in sogno alla Matrona romana Plautilla e le indicarono il luogo del martirio. Grazie a questo straordinario avvenimento, la matrona diede degna sepoltura alle due giovani martiri.

Culto

La Silva Nigra, luogo del martirio, fu successivamente denominato Silva Candida, in onore e in memoria delle Sante Rufina e Seconda e del successivo martirio (avvenuto nello stesso luogo) dei Santi Marcellino e Pietro. Papa Giulio I fece erigere una basilica sulla loro tomba nel IV secolo. Tale basilica divenne poi nel V secolo sede episcopale ed ebbe dunque un proprio vescovo, che nel 501 si sottoscriveva episcopus Silvae Candidae e più tardi come episcopus Sanctae Rufinae. La Chiesa festeggia la loro memoria liturgica il 10 luglio.

Fabio Amicosante

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