Santa Chiara della Croce: la Passione di Cristo al centro della sua spiritualità

Chi era Santa Chiara della Croce? La spiritualità di Santa Chiara della Croce si incentrò principalmente sulla meditazione e sulla Passione di Nostro Signore. Il suo cuore mostrò i segni della Passione, dopo la sua morte.

Santa Chiara della Croce monaca
Santa Chiara della Croce (websource)

Santa Chiara della Croce nacque a Montefalco (Perugia), nel 1268. Una figura importante negli anni della giovinezza di Chiara è rappresentata da sua sorella Giovanna: è con lei che Chiara mosse i primi passi verso il percorso di vita religioso e verso la santità. Giovanna, con l’aiuto economico del padre Damiano, fondò il reclusorio di San Leonardo.  La giovanissima Chiara entrò nel reclusorio all’età di sei anni, vivendo in reclusione e pregando con le consorelle. La regola dalla quale prendevano ispirazione era quella di San Francesco d’Assisi.

Santa Chiara e il monastero

Nel reclusorio di Montefalco accorsero numerose nuove aspiranti, volenterose di intraprendere il loro stesso cammino di fede. Ciò portò alla costruzione, iniziata nel 1282 e durata per otto anni, di un nuovo edificio più grande. Al termine dei lavori le fondatrici pensarono che era più opportuno che il reclusorio fosse adibito a vero e proprio monastero e così fu. Alla morte della sorella Giovanna, avvenuta il 22 novembre 1291, la giovane Chiara fu chiamata a succederle nella carica di madre superiora. Aveva solo 23 anni.

Santa Chiara direttrice spirituale per le consorelle

Nonostante la giovane età, Chiara accettò la nuova carica e si impegnò per rappresentare al meglio il ruolo di guida spirituale, madre e maestra per le sue consorelle. Santa Chiara ricevette da Dio diverse grazie mistiche, quali visioni ed estasi, che la Santa profuse dentro e fuori il monastero. Il suo lavoro e la sua dedizione la portarono a diventare guida spirituale di illustri personaggi, come i cardinali Giacomo e Pietro Colonna, Napoleone Orsini e il francescano Ubertino da Casale.

Santa Chiara e la Passione di Cristo

La sua spiritualità si incentrò principalmente sulla meditazione della Passione di Cristo e sulla sua devozione alla Croce, da qui il nome Santa Chiara della Croce. Una tradizionale leggenda narra che nel cuore della Santa fossero impressi i simboli della Passione: il Crocifisso, il flagello, la colonna, la corona di spine, i chiodi, la lancia, la canna e la spugna.

Culto

Santa Chiara della Croce morì a Montefalco il 17 agosto 1308. Non lasciò scritti, ma la sua fama di santità si era diffusa già in vita. A soli 10 mesi dalla morte di Chiara, il vescovo di Spoleto Pietro Paolo Trinci, ordinò di iniziare il processo che l’avrebbe portata alla Santità. Tuttavia il processo non fu portato avanti e fu ripreso solo nel XIX secolo, per iniziativa di Pio IX. Chiara fu dichiarata Santa l’8 dicembre del 1881, durante il pontificato di Leone XIII. Il corpo incorrotto riposa nella chiesa attuale del monastero di Santa Chiara da Montefalco. La Chiesa cattolica festeggia la sua memoria liturgica il 17 agosto.

Fabio Amicosante

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