Sant’Egidio, abate ed eremita

ULTIMO AGGIORNAMENTO 7:43

Chi era Sant’Egidio? Del Santo non conosciamo con precisione l’epoca in cui visse. Alcuni storici lo contestualizzano nel VI secolo, altri invece un secolo più tardi. Il suo culto divenne molto popolare nel Medioevo.

Sant'Egidio eremita
Sant’Egidio (websource)

Chi ci fornisce una recensione pressoché completa della vita di Sant’Egidio è una Leggenda medievale, risalente al X secolo. La sua storia è narrata anche nella Legenda Aurea, la famosa raccolta medievale di biografie e agiografie redatta da Jacopo da Varagine, frate domenicano e vescovo di Genova, vissuto nel XIII secolo. Sappiamo che Sant’Egidio fu un eremita e, molto probabilmente, abate di un monastero francese.

Sant’Egidio e le fonti

Tuttavia, le fonti storiche sulla vita di Sant’Egidio scarseggiano e, quelle che abbiamo a disposizione, sono piuttosto discordi sulla contestualizzazione della figura del Santo eremita. Alcuni agiografi sostengono che Egidio nacque ad Atene nel VII secolo e solo in seguito si recò in Provenza, dando vita a un nuovo monastero, di cui divenne abate. Il monastero in questione nacque nei pressi di Arles. Altri sostengono che il Santo sia quello stesso Egidio (Gilles in francese) inviato a Roma da San Cesario di Arles all’inizio del VI secolo. Altri ancora datano la sua morte tra il 720 e il 740, dunque nell’VIII secolo.

La Leggenda di Sant’Egidio

Ciò che è certo è che durante il Medioevo, il culto di Sant’Egidio divenne molto popolare in tutta Europa. La sua biografia, sotto forma di Leggenda, fu redatta nel X secolo. Quest’ultima narra che Egidio, nato ad Atene, si recò in Gallia. Dopo una breve sosta in Provenza, visse come eremita in un luogo deserto della Settimania (Francia). L’unica fonte di sopravvivenza per Egidio era rappresentata da una cerva, che offriva al Santo il suo latte, così come testimoniato dalle diverse fonti iconografiche.

La fondazione del monastero

Durante la sua vita eremitica, Egidio fu protagonista di un singolare evento. Egli fu colpito, durante una battuta di caccia, da una freccia diretta alla cerva, sua fedele compagna. Il re dei Goti, che aveva scagliato la freccia, lo ferì ad una gamba. In seguito il sovrano donò alcune delle sue terre al Santo. Egidio fondò su quelle terre il monastero di cui divenne abate.

Sant’Egidio e Carlo Martello

Nel frattempo si diffuse in tutta la Francia (e in tutta Europa) la sua fama di Santità. Il Santo fu inviato da Carlo Martello (nonno di Carlo Magno), che lo supplicò di pregare per lui, per ottenere il perdono di una colpa che mai aveva osato confessare a nessuno. La leggenda narra che, la domenica successiva a quell’incontro, un angelo comparve a Sant’Egidio mentre stava celebrando la Santa Messa. L’angelo portò all’abate un biglietto, con sopra scritto il peccato del sovrano. La colpa poté solo allora essere perdonata.

Culto

Sappiamo che Sant’Egidio morì in seguito a un viaggio a Roma, nella giornata del 1° settembre. Sopra la sua cripta, si costruì una basilica intorno al IX secolo. La basilica sorse nei pressi di Nîmes, che da quel momento prese il nome di Saint Gilles du Gard. Il culto di Sant’Egidio si sviluppò soprattutto nel X secolo. La basilica a lui dedicata divenne meta di innumerevoli pellegrinaggi. La Chiesa cattolica festeggia la sua memoria liturgica nel suo dies natalis, il 1° settembre.

Fabio Amicosante

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