San Pancrazio, primo vescovo di Taormina

Chi era San Pancrazio?

Originario della Cilicia, San Pancrazio di Taormina visse nel I secolo. È stato il primo vescovo di Taormina. Convertì diversi pagani nella città siciliana e, quando tentarono di costringerlo a baciare un idolo di legno, non solo si rifiutò, ma lo distrusse con il segno della croce.

San Pancrazio di Taormina vescovo
San Pancrazio di Taormina (websource)

San Pancrazio nacque ad Antiochia di Siria nel I secolo. Lo storico don Ottavio Gaetani, gesuita del XVI secolo, ci offre alcune notizie biografiche del Santo attraverso la sua Storia dei Santi. San Pancrazio era adolescente quando suo padre, attratto dalla fama dei miracoli di Gesù, decise di recarsi a Gerusalemme, portando con sé il giovane Pancrazio. Il giovane Santo ebbe dunque occasione di vedere con i suoi occhi Gesù. Tornato con il padre ad Antiochia ebbe modo di conoscere ed ascoltare la predicazione del primo pontefice della storia: San Pietro apostolo.

Il battesimo di San Pancrazio e la nomina vescovile

Fu proprio per mano dell’apostolo Pietro che Pancrazio ricevette il Sacramento del Battesimo. Successivamente, il Santo di Antiochia fu indirizzato al sacerdozio, per poter essere quindi consacrato a Vescovo. Fu lo stesso Pietro ad inviare, nell’anno 40 (sotto l’imperatore Caligola) il giovane Pancrazio in Sicilia, in qualità di Vescovo. Il Santo divenne dunque il primo Vescovo di Taormina. In terra sicula, il Santo operò con grande costanza e dedizione. In primo luogo si adoperò come evangelizzatore e riuscì a convertire un gran numero di pagani. Lo stesso prefetto si convertì dopo le predicazioni di Pancrazio.

L’opera evangelizzatrice e le conversioni

Non è mai semplice convertire intere popolazioni di pagani. Nonostante il grande zelo, la sua opera fu costantemente contrastata dai nemici del cristianesimo. Lo storico Gaetani ci dice che il promotore del suo assassinio fu infatti tale Artagato, un adoratore degli dei. L’assassino invitò il Santo Pancrazio in casa sua, con la scusa di addobbare un banchetto. Pancrazio accettò l’invito e, giunto a casa di Artagato, fu costretto a baciare, dunque ad adorare, un idolo di legno, rappresentante una divinità pagana. Il Santo si rifiutò e, con un segno di croce, distrusse in pezzi la statuetta.

Il martirio

Il gesto del Santo, compiuto in nome della fede in Cristo, gli costò la vita. Pancrazio venne immediatamente aggredito con pugni, bastoni e morsi. Fu infine ucciso con pietre e spade. Il suo corpo fu gettato in un profondo pozzo. Solo grazie all’intervento di alcuni suoi discepoli, che ritrovarono il corpo, San Pancrazio ricevette degna sepoltura.

Culto

Le fonti ci dicono che Pancrazio subì il martirio in età avanzata, nel 98, dunque sotto l’imperatore Traiano. Il Santo doveva avere intorno ai novant’anni nel momento in cui fu martirizzato. La Sicilia passò successivamente sotto il controllo dei bizantini. Da quel momento si intensificò il culto dei santi provenienti da Oriente, tra cui lo stesso Pancrazio, santo di origine orientale che è poi divenuto anche patrono di Canicattì (Agrigento, Sicilia). La chiesa cattolica, secondo il nuovo martirologio romano voluto da papa Giovanni Paolo II, commemora il Santo l’8 luglio.

Fabio Amicosante

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