San Nunzio Sulprizio, protettore degli operai e dei giovani

Chi era San Nunzio Sulprizio?

San Nunzio Sulprizio fu un operaio e artigiano. Rimasto orfano fu preso in custodia dallo zio, che lo accolse nella sua officina di fabbro.

San Nunzio Sulprizio operaio
San Nunzio Sulprizio (websource)

San Nunzio Suplrizio nacque a Pescosansonesco (Pescara) il 13 aprile 1817. Rimase orfano di padre all’età di 3 anni. La mamma Domenica si risposò con Giacomo Antonio De Fabiis, il quale non ebbe una gran cura del piccolo Nunzio. Rimasto orfano anche della madre, Nunzio passò in affidamento alla nonna, che si occupò di lui, guidandolo anche nella formazione religiosa. Lo accompagnò tutte le mattine alla messa e gli fece frequentare la scuola parrocchiale aperta dal parroco di Corvara.

San Nunzio Sulprizio e il duro lavoro

A nove anni Nunzio perse anche la nonna. Rimasto completamente solo fu accolto dallo zio Domenico, che lo tolse dalla scuola per portarlo con se nella sua officina. Iniziò per il giovane Santo una vita di duri sacrifici. Il lavoro era molto duro, ma Nunzio lo affrontò con l’ausilio della preghiera, in unione con Dio. La domenica si recava alla messa, anche se nessuno lo mandava, ma quello era il suo unico sollievo dalle fatiche settimanali.

La malattia e l’incontro con Wochinger

Il lavoro lo portò ad ammalarsi: di ritorno da un incarico datogli dallo zio in uno sperduto casolare al freddo, ritorna affaticato, debole e con una gamba gonfia. Lo zio lo costrinse a tornare a lavorare e Nunzio, che vedeva ciò come volontà di Dio, accettò di buon cuore. Di tanto in tanto si recava alla fonte del paese per lavare la ferita che aveva sul piede. Da lì spesso lo cacciavano o lo allontanavano per la paura di contagi. La situazione si fece sempre più grave, allora lo zio paterno, Francesco Sulprizio, colonnello a Napoli, venne a sapere della situazione. Presentò dunque il giovane al Colonnello Felice Wochinger. Iniziò tra loro un rapporto padre-figlio.

La vocazione religiosa

Il Colonnello portò con se Nunzio nel Maschio Angioino di Napoli, allora adibito a caserma. In quel tempo crebbe in lui la volontà di consacrarsi alla vita religiosa. Il Colonnello gli presentò don Gaetano Errico, fondatore dei Missionari dei Sacri Cuori di Gesù e di Maria a Secondigliano. Le condizioni fisiche del giovane erano precarie, tuttavia don Gaetano espresse la volontà di accettarlo nella Congregazione, nonostante fosse infermo. L’ingresso nella Congregazione non ci fu poiché peggiorarono le sue condizioni di salute.

Morte e culto

Nel 1835 il giovane ebbe una ricaduta. Le condizioni peggiorarono fino a quando il 5 maggio 1836 San Nunzio morì a Napoli. La fama di Nunzio, molto devoto alla Madonna si diffuse nella sua città natale grazie al suo esemplare modo di sopportare la malattia. Presso la fonte di Riparossa, a Pescosansonesco, fu eretto un santuario dove si conservano le reliquie del Santo. Ancora oggi il luogo è meta di pellegrinaggi.

Canonizzazione

Il miracolo preso in considerazione per il processo di Canonizzazione avvenne nel 2004. Un ragazzo di Taranto, Pasquale Bucci ebbe un incidente motociclistico. Entrò in coma. I medici dissero che in caso di risveglio avrebbe comunque rischiato danni neurologici molto seri, che ne avrebbero compromesso le capacità motorie. Nel luogo dell’incidente fu trovata un’immaginetta di Nunzio. La famiglia del ragazzo era molto devota all’allora beato. Chiesero pertanto di far arrivare una reliquia e quando questa arrivò, la appoggiarono sulla fronte del ragazzo. Le condizioni di Pasquale migliorarono, fino a che il giovane si rialzò completamente guarito. Il 14 ottobre 2018 papa Francesco canonizzò Nunzio Sulprizio. La chiesa lo festeggia il 5 maggio.

Fabio Amicosante