San Giuda Taddeo: Il Santo delle cause più disperate perchè?

Invocato come il Santo delle cause più disperate, San Giuda è vissuto all’epoca di Gesù (di cui fu Apostolo, nonché parente stretto) e, nonostante la sua lontananza spazio-temporale da noi tutti, lui è stato ritenuto, nel corso della storia, un Santo molto presente nella vita di tante persone.

Non a caso, la medaglietta con la sua immagine viene spesso mostrata in molti film d’oltreoceano addirittura e questo, per un uomo nato in Palestina più di 2000 fa, è alquanto altisonante.

Tra le tante testimonianze di miracoli avventi per sua intercessione, c’è quello di una ragazza che racconta come San Giuda Taddeo sia entrato nella sua vita e le sia rimasto accanto, sempre: “Era la notte tra sabato e domenica, 15 e 16 agosto, 1994; mi svegliai con forti crampi alle gambe e seguii il consiglio di camminare scalza sul pavimento di marmo. Uscii nel corridoio adiacente alla mia stanza e cominciai ad andare su e giù. Ad un tratto il mio occhio si posò su un foglietto che era tra le pagine di un libro posato sul tavolo. Al momento non ci badai, ma poco dopo, non so se per curiosità o altro, presi quel foglietto: era l’immagine di S. Giuda Taddeo. Mi chiesi come fosse stato messo là e da chi, perché prima non l’avevo mai visto e non ne conoscevo nemmeno la “fotografia”. Mi venne in mente che la mia mamma, morta già da parecchi anni, mi aveva detto che se avevo bisogno di grazie, avrei potuto rivolgermi proprio a San Giuda Taddeo.”.

La mamma di questa ragazza, trasferitasi dalla Norvegia a Roma, proveniva da una città in cui la devozione a San Giuda era molto sentita.

“La mattina seguente andai in chiesa e parlai al padre Superiore, dicendogli di pregare S. Giuda (…), avrei pregato io con la certezza che il miracolo sarebbe stato concesso, e così fu.”.

Quelle persone, a cui San Giuda era arrivato attraverso la ragazza, avevano ottennero una grazia insperata e l’episodio fu lei un segno inequivocabile della presenza effettiva del Santo e di Dio nella sua esistenza.

Da allora, infatti, il suo cammino di conversione divenne più sentito e maturo, tanto che invocava regolarmente il Santo, per se e per altre persone bisognose, con continue novene.

Lei lo sentiva sempre più vicino: “Riuscii anche ad avere delle altre immagini come quella trovata in quella notte. Il santo mi aveva presa sotto la sua protezione e, di tanto in tanto, mi suggeriva tante belle cose e mi guidava. (…) San Giuda vigilava e una sera che ero tanto stanca e sofferente mi disse di andare a letto nella mia camera, lui avrebbe vegliato su di me tutta la notte: potevo stare tranquilla. Gli obbedii e tutta la notte vegliò su di me e finalmente potei dormire. Grazie di tutto.”.

La testimonianza di questa persona ci attesta come sia efficace la preghiera, anche solo per superare le angosce del giorno, anche quando le grazie da domandare sono quasi di normale routine, ma di grande rilevanza per la nostra esistenza terrena, in preparazione della vita eterna.