Roma Caccia ai 2 terroristi libici

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Caccia aperta a due libici a Roma

Nessuno conosce la loro identità  ma il settimanale “l’Espresso” ha scoperto che da diversi giorni le forze dell’ordine sono sulle tracce di due presunti terroristi Islamici provenienti dalla Libia, anche i servizi antiterrorismo si sono attivati e ormai li braccano da vicino pronti ad arrestarli alla prima occasione utile. E’ stato fatto un preciso identikit dei due che sono già noti come elementi estremamente pericolosi, pur essendo elementi esperti hanno commesso un grave errore infatti hanno cercato di acquistare armi al mercato nero romano.

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La situazione è critica e la tensione è alle stelle: «Si tratta di soggetti islamici pericolosi, sospettatati di terrorismo» si legge nella nota che l’Arma ha girato ai suoi uomini sul territorio. «Caso rintraccio fermarli con le dovute precauzioni, perquisirli sul posto e accompagnarli in caserma, informandone subito il comandante». molto probabilmente i due libici si nascondono nel cuore della città le zone più monitorate sono quelle dell’Esquilino e del Pigneto,Si sospetta che i due siano ancora nel centro della città: le ricerche si stanno concentrando nel quartiere dell’Esquilino e del Pigneto, due zone ad alta densità musulmana dove ci sono due moschee molto frequentate.

La preoccupazione è crescente anche perchè nessuno sa cosa i due dovessero farci con le armi, ma visti gli ultimi proclami lanciati dai guerriglieri dell’Isis proprio dalle coste libiche durante l’uccisione dei 21 cristiani copti di nazionalità egiziana minacciando di invadere Roma e di colpire il cuore della cristianità. Sotto controllo sono i potenziali attentatori che hanno combattuto in Siria e in Iraq  «In Italia ne monitoriamo qualche decina, alcuni sono pure italiani. Ma temiamo anche le azioni militari di cani sciolti che non abbiamo ancora identificato. Il rischio di emulazione dopo le stragi di Charlie Hebdo e di Copenaghen è enorme», ». I due potrebbero essere arrivati in Italia da qualche tempo, e far parte di una delle cellule jihadiste da sempre operanti in Libia che da qualche mese hanno issato le bandiere nere dell’Isis.

Il nostro governo si è espresso attraverso i suoi esponenti massimi infatti i ministri (quello degli Esteri Paolo Gentiloni e quello della Difesa Roberta Pinotti) hanno paventato una partecipazione delle truppe italiane ad una azione congiunta contro le truppe jihadiste che si ispirano al Califfato di Al-Bagdadi. La risposta degli estremisti non si è fatta attendere «Siete dei crociati» minacciando azioni eclatanti contro il nostro paese.«È possibile che i due presunti terroristi libici siano arrivati in Italia tempo fa, e che ora abbiano deciso di agire. Ma è presto per dirlo», conclude la fonte. «Intanto stiamo tentando di fermarli».

La comunità Europea è l’italia stanno spingendo verso una soluzione pacifica della crisi, scongiurando un intervento militare, mentre sul piano interno Angelino Alfano ha predisposto un piano nazionale di sicurezza dove sono impegnati attivamente 4,800 militari che hanno il compito di sorvegliare le zone più a rischio come: (l’Expo i giornali, il Vaticano le autorità di polizia, le sinagoghe le ambasciate). La paura attentati aumenta col passare delle ore e i pericoli si fanno più reali.