Ragazza Atea: “Sono entrata in Chiesa e davanti alla Croce ho sentito il Paradiso”

Era una domenica mattina.
Io e una mia amica ci trovavamo a Campo de’ Fiori. Sedute ad un tavolino con un caffè davanti osservavamo le persone sonnacchiose passare, scambiavamo qualche parola. All’improvviso ho riconosciuto un amico che non vedevo da anni. Si è avvicinato e ci ha chiesto se conoscevamo una piccola chiesa che stava a due passi. Veniva da lì.
“L’ho sempre trovata chiusa, mi sono spesso seduta sui gradini”. Risposi.
“Se andate adesso la trovate aperta. Se vi capita andateci”. Lo ascoltammo. La chiesa era molto piccola e all’interno l’organo riempiva l’aria. Ci permetteva di sentirci fuori tempo, ma nel suo tempo, nel tempo di un’armonia musicale.
Una delle caratteristiche della chiesa, ci disse il mio amico era un Cristo in legno.
Lo cercammo.
Grande di tre metri in legno scuro, il Cristo in Croce.
Davanti delle sedie e in prima fila due panche separate.
Io seduta su un’una la mia amica sull’altra.
Cominciai ad osservarlo come se mi trovassi in un museo come se cercassi di cogliere ogni dettaglio, ogni venatura.
Mi sembrava che la testa e le orecchie fossero un po’ più grandi rispetto alle normali proporzioni di una figura umana. Gli occhi seguivano le considerazioni poco propense ad una preghiera.
Attenta a quello che osservavo, senza preparazione, senza attesa, senza aver posto una richiesta come si usa fare in una chiesa sentii un calore pervadermi in tutto il corpo. Era una sensazione così forte da lasciarmi senza pensieri. La testa era assorbita come ogni parte del corpo e dell’interiorità da questo calore gioioso incontenibile un contatto con qualcosa che mai avevo provato di fronte a un crocefisso, un’opera d’arte, un quadro. Non avevo elementi di paragone, solo un’immersione in qualcosa di amore allo stato puro. Qualcosa che mi pervadeva e senza che io volessi mi commuoveva, era felicità forse, era amore così manifesto e forte che mi accoglieva e che accoglievo. Mi guardai intorno, la mia amica era assorta nei suoi pensieri. E il calore mi aveva completamente invaso. Rimasi lì. Continuai a sentirlo con una sintonia che mi avvolgeva nella mia totalità, come se fosse qualcosa di naturale che era entrato e mi aveva avvolto, coinvolto. Niente sensazioni, niente pensieri, solo amore.
Poi mi alzai ringraziando con tutta me stessa per qualcosa che era più di una sensazione, era un amore universalmente forte che portava gioia, lacrime di gioia. E non riuscirei a trovare parole per descriverlo per restituirlo esattamente com’era. Una vicinanza di calore inaspettato.
Forse il Paradiso era Sceso nel mio cuore e non me ne sono resa conto…

Schermata 2015-01-08 alle 11.34.02

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here