QUARESIMA TUTTE LE COSE DA FARE

 

La Quaresima è un tempo penitenziale in cui siamo chiamati a riflettere sulla nostra adesione al Cristo, che si prepara alla morte prima e poi alla resurrezione. Nei quaranta giorni che precedono la Pasqua possiamo allora cercare di vivere intensamente gli eventi liturgici proposti dalle parrocchie e arricchirli e personalizzarli con piccoli impegni quotidiani.
Sarebbe utile, a tal proposito, scoprire nel profondo il cammino di trasformazione che siamo chiamati a fare, per renderci, sempre più, autentici cristiani.
Ecco cosa può aiutarci a “ripulirci” di ciò che ci impedisce di somigliare a Gesù e a vivere appieno questo solenne periodo pre-pasquale:
Porre più attenzione alla Sacra Scrittura, per comprendere il messaggio divino e sentirlo realizzarsi nella quotidianità.
Pregare più intensamente, riflettendo sulla intima comunione con Gesù, accompagnandolo nel cammino verso la crocifissione, estremo sacrificio che risana noi tutti dai peccati.
Fare dei fioretti, ossia prendere l’impegno di fare delle piccole rinunce, un proponimento, un sacrificio e offrirli al Signore. Potremmo rinunciare, ad esempio, al nostro cibo preferito o ad uno svago; potremmo prenderci l’impegno di fare un’opera di bene, la visita ad un malato; potremmo sacrificare alcool e fumo …
Proporci di digiunare, come diceva sant’Agostino: “Il digiuno veramente grande, quello che impegna tutti gli uomini, è l’astinenza dalle iniquità, dai peccati e dai piaceri illeciti del mondo.”.
Attraverso la mortificazione del corpo infatti, intesa come atto del dominarlo, si impara che deve essere lo spirito, il nostro, a dettar legge. Siamo chiamati pertanto a saltare un pasto almeno (il mercoledì delle ceneri già passato) ogni venerdì di Quaresima. Il digiuno aiuta a diminuire il nostro attaccamento al mondo e ad aumentare la percezione del “di piu’ ”, cui tante volte facciamo fatica a rinunciare.
Per aiutarci a capire cosa è più utile fare, potremmo riflettere anche sui vizi capitali, a mo’ di esame di coscienza, e decidere di impegnarci ad allontanarci da ciò che riteniamo possa essere per noi motivo di schiavitù, nel peccato, così come nelle abitudini quotidiane, superflue e ricorrenti.
Ricordiamo allora l’elenco dei vizi capitali:
Superbia, presunta superiorità rispetto a ciò che fanno gli altri e disprezzo del prossimo.
Avarizia, desiderio di ottenere sempre di più, in qualunque ambito, e solo per se stessi.
Lussuria, ricerca estrema del piacere sessuale fine a se stesso.
Invidia, sentimento negativo riguardante la realizzazione del bene altrui.
Gola, esagerazione nel cibarsi, senza alcuna misura o necessità.
Ira, eccessivo desiderio di avere un riscatto personale, in nome della giustizia.
Accidia, pigrizia estrema nel compiere un qualsiasi gesto.
Convertire lo spirito è dunque il senso del periodo pre-pasquale o almeno tentare di approssimarlo il più possibile a quello di Cristo, che affronta le tentazioni del demonio e ne esce vittorioso.