Polonia: Al via una campagna quaresimale.” convivere è peccato.”

Polonia

«Convivere è peccato, non commettere adulterio!»: l’intera Polonia in questi giorni è tappezzata di cartelloni pubblicitari che riportano questo messaggio estremamente semplice, chiaro ed efficace. Del resto, nel Paese, considerato da sempre cattolico, sono sempre di più le coppie, che vivono senza e al di fuori del Sacramento del matrimonio.

Proprio Papa Benedetto XVI ha ribadito che «la pratica della coabitazione prima del matrimonio è gravemente peccaminosa, per non parlare del fatto che danneggia la stabilità della società». Il Papa ha proposto il ritorno ad una catechesi convincente e chiara, che si avvalga sistematicamente del «Catechismo della Chiesa Cattolica». Un rimedio che ha già indicato in vista dell’Anno della Fede:«restaurare nel posto che gli spetta» nella predicazione e nella catechesi il «Catechismo della Chiesa Cattolica». I fedeli, particolarmente giovani, vi troveranno un’apologia della castità, che «è più sana e attraente delle ideologie permissive esaltate in certi ambienti le quali di fatto costituiscono una potente e distruttiva forma di contro-catechesi»

Non va poi dimenticato come il matrimonio – in ragione della stabilità affettiva che maggiormente assicura rispetto ai rapporti tra conviventi – sia la condizione ideale per la crescita dei figli; in tal senso, ricerche internazionali hanno mostrato come i bambini che crescono in una famiglia tradizionale – rispetto a quelli che crescono in contesti di precarietà affettiva ed educativa – corrano un terzo del rischio di andare male a scuola e la metà di soffrire di disturbi psichici.

Questi manifesti rappresentano un richiamo, fortemente voluto dalla Commissione per la Pastorale Familiare della Conferenza episcopale polacca: per fronteggiare una società che purtroppo parla un altro linguaggio, questa campagna quaresimale è stata ritenuta la più idonea ed indovinata per insegnare le fondamenta, almeno, della Dottrina cattolica – ed, in particolare, il sesto Comandamento, «Non commettere adulterio» – a chi non ne fosse al corrente o lo avesse dimenticato: così da far comprendere a quali pericoli si esponga la salvezza della sua anima, chiedere perdono e tornare nella grazia di Dio, ciò che è impossibile a chi non abbia coscienza piena della colpa. Per questo si è ritenuto di chiamare le cose col loro nome, ciò ch’è malauguratamente sempre più raro, anche nei confessionali o nelle prediche.

Che la campagna abbia colpito nel segno lo si evince dalle reazioni scomposte di rabbia e odio, vomitate dai media laicisti ed anticattolici. La Gazeta Wyborcza s’è prodigata in ridicoli distinguo, tanto sottili quanto falsi e fuorvianti, tra «convivenza» e «adulterio». Ma qui siamo in Polonia e, nonostante il pubblico dileggio, fedeli forgiati da decenni di «socialismo scientifico» e pastori – Vescovi in primis – formati in un clima di «comunismo reale», non si lasciano certo intimorire.

Un’iniziativa lodevole e, perché no?, “esportabile” anche altrove…

http://www.nocristianofobia.org/polonia-convivere-e-peccato-al-via-la-campagna-quaresimale/