Perchè il Crocefisso da fastidio?

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Roma: Sel contro il crocifisso nelle scuole, “lede la dignità di studenti di altre religioni”

Il crocefisso torni nelle scuole: il I Municipio approva una mozione.

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Per far tornare il crocefisso nelle scuole della capitale c’è servito un provvedimento approvato venerdì scorso nelle aule consiliari del 1 Municipio, la mozione è stata promossa dalla Lega ed ha ottenuto il consenso di 13 votanti, contro 7 contrari e 4 astenuti. Questo ha scatenato le reazioni di tutti coloro che non sono d’accordo in modo particolare dei consiglieri di Sel.
Grande soddisfazione da parte di Stefano Tozzi: “Esprimo grande soddisfazione per l’approvazione della mozione, sostenuta da tutta l’opposizione di centro destra, che prevede l’apposizione del crocifisso all’interno dei plessi scolastici del I Municipio. E’ una vittoria di Fdi-An e di tutto il centrodestra, non si tratta di un provvedimento confessionale ma, al contrario, rispettoso della nostra identità culturale che, mai come ora, bisogna preservare e mantenere”. questo è il pensiero unanime del centro destra e non solo.
SCATTA LA POLEMICA , i consiglieri Mauro Cioffari, Jacopo Argilli e Graziella Manca appartenenti a Sel hanno dichiarato  “Riteniamo un fatto grave e lesivo della dignità degli alunni di tutte le confessioni religiose e delle loro famiglie che un’istituzione di prossimità, come il Municipio, possa imporre decisioni tali da mettere in discussione l’autonomia scolastica”
​”In due anni di anni di attività la Commissione Scuola e la Commissione Cultura del I Municipio”, continuano Cioffari, Argilli e Manca, “non hanno mai registrato segnalazioni relative a dirigenti scolastici che, tacitamente, hanno acconsentito alla rimozione dei crocefissi. Appare grave, pertanto, che un atto municipale che colpisce il luogo simbolo della formazione dei cittadini, sia stato approvato anche con una parte dei voti dei Consiglieri del Partito Democratico”.

SECONDO LA CORTE COSTITUZIONALE – Premesso ciò, il Consiglio di Stato lascia alle dispute dottrinarie la definizione astratta di «laicità»: «in questa sede giurisdizionale – si legge nella sentenza numero 556 – si tratta in concreto e più semplicemente di verificare se l’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche sia lesiva dei contenuti delle norme fondamentali del nostro ordinamento costituzionale, che danno forma e sostanza al principio di laicità che connota oggi lo Stato italiano, e al quale ha fatto più volge riferimento» la Corte Costituzionale. «È evidente – affermano i giudici di Palazzo Spada – che il crocifisso è esso stesso un simbolo che può assumere diversi significati e servire per intenti diversi; innanzitutto per il luogo in cui è posto». Se in un luogo di culto «è propriamente ed esclusivamente un simbolo religioso», «in una sede non religiosa, come la scuola, destinata all’educazione dei giovani, il crocifisso – prosegue la sentenza – potrà ancora rivestire per i credenti i suaccennati valori religiosi, ma per credenti e non credenti la sua esposizione sarà giustificata ed assumerà un significato non discriminatorio sotto il profilo religioso, se esso è in grado di rappresentare e di richiamare in forma sintetica immediatamente percepibile ed intuibile (al pari di ogni simbolo), valori civilmente rilevanti». Si tratta di «quei valori che soggiacciono ed ispirano il nostro ordine costituzionale, fondamento del nostro convivere civile. In tal senso – sottolinea il Consiglio di Stato – il crocifisso potrà svolgere, anche in un orizzonte ‘laicò, diverso da quello religioso che gli è proprio, una funzione simbolica altamente educativa, a prescindere dalla religione professata dagli alunni».
Noi ci domandiamo ma è possibile in un tempo dove i cristiani sono martirizzati in ogni parte del mondo a causa del vangelo di Gesù Cristo e della loro fede professata, in un paese a forte tradizione cattolica come l’Italia si debba rinunciare al simbolo più importante che esprime grandi valori e non solo per noi cristiani come ha riconosciuto la corte costituzionale nel 2006, per evitare di ledere la suscettibilità di minoranze religiose che per chissà quale motivo si sentono minacciate dalla presenza dei crocefissi nelle aule scolastiche. La cristianofobia imperante nel mondo che ha prodotto 44,4344 morti martiri negli ultimi 2 anni soprattutto nei paesi Islamici e la distruzione di 1,100 chiese nelle stesso periodo dovrebbero farci riflettere su quanto sia difficile professare la propria fede cristiana liberamente, e adesso anche a casa nostra nella nostra amata patria ci vogliono impedire di esporre il simbolo più importante della redenzione dell’umanità intera che identifica non solo la nostra fede ma anche la nostra storia.
15 febbraio 2006