“Parlare di Famiglia è diventato Rischioso”.Alla faccia della Libertà.

Raccontiamo la disavventura del giornalista di Tempi . it Alfredo Mantovano la sua presenza all’incontro è stata osteggiata come la scritta sotto mette in evidenza. Esprimiamo la nostra solidarietà al Mantovano e riteniamo inaccettabile che in un paese democratico come il nostro una persona non possa difendere i propri valori cristiani in maniera libera, questo anche alla luce delle continue persecuzioni che i cristiani stanno subendo in ogni parte del mondo.

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Tutto è accaduto a Lecce il 7 febbraio. Il Mantovano è stato invitato dal parroco per una conferenza  sui provvedimenti in discussione nel Parlamento e sul perché non si varino misure per affrontare le concrete e quotidiane difficoltà delle famiglie italiane.

Parlare di certi argomenti evidentemente è diventato scomodo tanto che le associazioni  LeA-Liberamente e Apertamente insieme gedo Lecce, Ergot Officine, Casa delle Donne, Rete Antirazzista, SEYF, DNAdonna, Arci Lecce, Circolo Arci Zei, Fermenti Lattici, DifferenteMente, Democrazia Atea, Alternativa Comunista scrivono in una nota che «questo tipo di iniziative in una società democratica, laica e progredita siano lesive della dignità di tutte le persone, non solo omosessuali, in quanto sono occasione di incitamento all’odio, scorretta informazione e diffusione di un clima di terrore psicologico legato alle tematiche che riguardano le persone lgbt». E per questo hanno organizzato un “presidio”, contestualmente alla conferenza.  le ho riportate ha affermato il giornalista tutte per non fare torto a nessuno, anche se passando nelle vicinanze del “presidio”, il numero di persone appare inferiore a quello delle sigle organizzatrici.
Verso la fine della conferenza, i rappresentanti di queste associazioni sono raggiunti da esponenti di area antagonista e di centri sociali: a differenza di quanto accaduto in altre circostanze e in più d’una veglia delle Sentinelle in piedi, qui la polizia è presente in forza e tiene a distanza i contestatori; tutto si svolge con tranquillità.

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L’amarezza del giornalista di tempi viene espressa nel brano che segue e che noi condividiamo pienamente:
Riempie di amarezza che, mentre a poche centinaia di chilometri a 21 persone è tagliata la testa solo perché sono cristiani, dalle nostre parti c’è chi si preoccupa di prendere una scala per sporcare la Vergine; non c’è incompatibilità fra cattiveria e idiozia: quando si prende di mira il simbolo più dolce della nostra fede, Colei che è madre anche di chi non crede, vengono alla mente le parole di papa Francesco sul sentimento che segue l’offesa rivolta alla propria madre.
E non è l’unico paradosso: chi usa questi sistemi, o da essi non si dissocia, e anzi crea le premesse perché si realizzino, viene invitato a tenere corsi di educazione al genere all’interno delle scuole, magari utilizzando i libretti diffusi dall’Unar. Al contrario, chi propone nelle scuole l’educazione alla sana affettività deve sottoporsi a Tac e pet di democraticità, e spesso non gli viene fatto superare l’esame. Viva i nuovi diritti!

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