Papa Francesco riconosce lo stato palestinese: Israele infuriato.

Pope Francis receives President of the Palestinian Authority Abu Mazen in a private audience in the pontiff library, Vatican City, Vatican, 17 October 2013.                POOL ANSA / MAURIZIO BRAMBATTI
Pope Francis receives President of the Palestinian Authority Abu Mazen in a private audience in the pontiff library, Vatican City, Vatican, 17 October 2013. POOL ANSA / MAURIZIO BRAMBATTI

Papa Francesco vuole accelerare riguardo al riconoscimento dello stato palestinese infrangendo un tabù che dura da molto tempo, infatti il muro di gomma diplomatico innalzato riguardo l’argomento impedisce questo riconoscimento che allo stato Israeliano di certo non piace.

Tra le mura vaticane si è svolta una riunione tra una delegazione della santa sede e quella Palestinese, alla fine della quale è stata raggiunta un’intesa di massima di un testo che prossimamente sarà firmato a sancire un accordo completo tra le parti. Al centro il riconoscimento dello Stato di Palestina. “Le parti hanno concordato che il lavoro della commissione sul testo dell’accordo è stato concluso”, si legge in un comunicato congiunto, ” che l’accordo sarà sottoposto alle rispettive autorità per l’approvazione prima di fissare una data nel prossimo futuro per la firma”.

Israele non sembra contento della trattativa e si sente molto deluso secondo fonti di stampa israeliane e presto attende chiarimenti dalla segreteria di Stato Vaticana, è chiaro che l`accordo raggiunto in aiuterà i palestinesi nel vedere stabilito e riconosciuto uno “Stato della Palestina indipendente, sovrano e democratico che viva in pace e sicurezza con Israele e i suoi vicini, nello stesso tempo incoraggiando in qualche modo la comunità internazionale, in particolare le parti più direttamente interessate, a intraprendere un`azione più incisiva per contribuire al raggiungimento di una pace duratura e all`auspicata soluzione dei due Stati”.

La reazione israeliana di fronte all’ipotesi dello  ” Stato libero di Palestina”. E’ sembrata eccessiva e non aiuta ad avanzare il processo di pace e a  contribuire a riportare la leadership palestinese al tavolo delle trattative bilaterali. Israele esaminerà l’accordo e soppeserà conseguentemente le proprie azioni».

Sebbene siano due eventi “indipendenti”, ha precisato il portavoce vaticano, padre Lombardi, il Papa riceverà sabato mattina il presidente palestinese Mahmoud Abbas (Abu Mazen), che domenica assisterà alla canonizzazione, in San Pietro, delle prime due sante palestinesi. Immediata la reazione di Israele che ha espresso “profonda delusione” per la decisione del Papa di concludere un accordo con lo Stato di Palestina.

C’è stata già un’intesa precedente raggiunta, nel 2000, ed era stata firmata tra la Santa Sede e l’Olp; oggi la Santa Sede ha siglato un’intesa, in vista di un accordo bilaterale, con lo “Stato di Palestina”. La grande novità. L’accelerata diplomatica voluta dal Papa. “Il 29 novembre 2012 – spiega monsignor Antoine Camilleri, sotto-segretario per i Rapporti con gli Stati – è stata adottata da parte dell’Assemblea generale dell’Onu la risoluzione che riconosce la Palestina quale Stato osservatore non membro delle Nazioni Unite, e lo stesso giorno la Santa Sede, che ha anch’essa lo status di osservatore presso l’Onu, ha pubblicato una dichiarazione. Questa ha accolto con favore il risultato della votazione, inquadrata nei tentativi di dare una soluzione definitiva, con il sostegno della comunità internazionale, alla questione già affrontata con la risoluzione 181 del 29 novembre 1947”.

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