Papa Francesco racconta commosso i miracoli accadono davvero.

Pope Francis holds a book titled "Take care of your heart", distributed to all faithful in the square, as he leads the Angelus prayer from the window of the Apostolic palace in Saint Peter's Square at the Vatican February 22, 2015. REUTERS/Max Rossi (VATICAN - Tags: RELIGION)

Quando sentiamo parlare di miracoli, ne distinguiamo di due tipi: quelli che lo sono per acclamazione popolare, e quelli che lo sono per la Chiesa. I primi muovono le corde più profonde della nostra coscienza, perché si tratta di storie straordinarie ed inspiegabili, legate a fatti dalla forte carica emotiva; i secondi vengono chiamati tali solo dopo una mole notevole di analisi e controanalisi da parte degli organi di indagine della Chiesa.

Grandissima parte dei miracoli popolari resta fuori dal circuito ufficiale della Chiesa, che, considerando i tempi di investigazione, può autorizzarne come legittimi solo alcuni. Papa Francesco questo lo sa, e lo sapeva già nel 2013 quando si disse testimone diretto di un miracolo che non rientrò tra quelli ufficiali, ma che a suo parere meritava quel nome.

Il Papa ci raccontava che nel distretto di cui era Vescovo, in Argentina, una famiglia soffriva a causa della salute precaria del bambino. I medici, in seguito ad un improvviso aggravarsi della malattia, gli diagnosticarono ancora poche ore di vita.

Il padre del bambino, impazzito dal dolore, non indugiò un attimo. Appresa la notizia, decise di recarsi immediatamente al Santuario di Lujàn, a 3 ore di viaggio dall’ospedale. Arrivato intorno alle 9 di sera, lo trovò chiuso, e allora rimase lì, aggrappato all’inferriata del Santuario, tutta la notte, in preghiera.

Il mattino dopo tornò all’ospedale, e lo accolse la notizia che suo figlio era guarito senza una spiegazione razionale. Bergoglio ci vuole ricordare il potere della preghiera, in grado di procurare miracoli veri, se recitata con grande forza di volontà. Il Papa parla di “lotta con Dio”, per evidenziare che la preghiera deve essere intensa, non metodica, non ripetitiva, non abitudinaria, ma desiderosa di un confronto vero con il Padre.