Padre Pio: “Tu dormivi e L’Angelo Custode guidava la macchina al posto tuo”.

 

 

 

Padre Pio è sicuramente una delle figure più influenti del novecento, la sua opera di bene è conosciuta e riconosciuta in tutto il mondo e migliaia di fedeli ogni anno vanno a pregare le sue reliquie a Pietralcina.

 

Quest’uomo meraviglioso aveva ricevuto il dono di poter parlare con gli angeli custodi dei fedeli e con l’intercessione di Dio riusciva ad aiutarli nei momenti di difficoltà, ad un uomo di poca fede potrebbero sembrare parole vuote ma ci sono episodi che anche il più scettico degli atei non saprebbe spiegare. Gli aneddoti sono innumerevoli ma in questa sede ne racconteremo solo alcuni la cui spiegazione non può che risiedere nel divino.

 

Il primo racconto scelto riguarda un avvocato di Fano e la sua famiglia: l’uomo stava guidando di notte, la stanchezza lo attanagliava, gli occhi gli si chiudevano, ma la strada era tanta e sia sua moglie che i suoi figli dormivano sui sedili. Non c’era altra soluzione che continuare a guidare, almeno fino ad un area di sosta. Qualche chilometro più tardi, all’altezza di San Lazzaro, il sonno ha vinto ed anche il padre di famiglia si è addormentato. Quando si è svegliato si è ritrovato miracolosamente nei pressi di Imola, spaventato per essersi addormentato ha urlato alla famiglia: “Non è successo niente? Chi ha guidato?”, la moglie ed i figli sorpresi da quella reazione gli hanno risposto che aveva guidato lui, che anche se la macchina procedeva in maniera insolita (sbandava, sfiorava le macchine in senso opposto ed impostava le curve in maniera insolita) non si erano preoccupati pensando che questo fosse causato dalla stanchezza. L’avvocato non riusciva a capacitarsi, era sicuro di aver dormito, così, un paio di mesi dopo si recò a San Giovanni Rotondo, senza nemmeno salutarlo, Padre Pio lo accolse dicendo: “Tu dormivi e L’Angelo Custode ti guidava la macchina”.

 

Il secondo racconto è meno incredibile ma mostra allo stesso modo il costante collegamento tra Padre Pio e gli angeli custodi: un parrocchiano di San Giovanni Rotondo racconta come ogni qualvolta aveva bisogno non si risparmiava di chiede al buon Padre un segno di benedizione e di predilezione. Un giorno, però, in sacrestia erano in molti, il fedele sarebbe dovuto partire dopo qualche ora e sentiva la necessità di ricevere la solita benedizione. In quel caso non ebbe il coraggio di imporsi agli altri e fra se e se mormorava: “Partirò questa volta senza botte in testa”, si decise ad affidare il messaggio al suo Angelo Custode: “Padre, io parto, desidero la benedizione e le due botte sulla testa, come sempre. Una per me e l’altra per mia moglie”. Padre Pio passa tra la folla, lui lo guarda con un misto di tristezza e sconforto, ma contro ogni previsione il sacerdote si avvicina a lui gli da due botte in testa e gli fa baciare la mano, poi sorridendo gli dice: ”Te ne dare di botte in testa a te, ma tante!”.

 

La terza esperienza che abbiamo deciso di riportare viene raccontata da Padre Alessio Parente: Padre Pio era da solo nella veranda, seduto con una corona di Rosario in mano, il parroco si decide a parlargli, ha bisogno di un consiglio su una lettera che ha ricevuto, ma Padre Pio lo caccia dicendo che è impegnato e non può prestargli attenzione. Il sacerdote stizzito dal modo brusco pensa tra se e se: “Ma che sta facendo, muove la corona del rosario e dice che è occupato!”, il soliloquio interiore di Padre Parente viene interrotto da una risposta stizzita di Padre Pio che gli dice: “Non hai visto tutti questi Angeli custodi dei miei figli spirituali che vanno e vengono e non mi hanno lasciato in pace un momento?”, salvo poi concedergli qualche minuto per rispondere al suo quesito.

 

Chiudiamo questo racconto su Padre Pio con parte di una lettera da lui inviata a Raffaelina Cesare in cui le ricorda la forza dell’Angelo Custode: ”O Raffaelina, quanto consola il sapersi di essere sempre sotto la custodia di un celeste spirito, il quale non ci abbandona nemmeno (cosa ammirabile!) nell’atto che diamo disgusto a Dio! Quanto riesce dolce per 1’anima credente questa grande verità! Di chi dunque può temere l’anima devota che si studia d’amare Gesù, avendo sempre con sé un sí insigne guerriero? O non fu egli forse uno di quei tanti che assieme all’angelo san Michele lassù nell’empireo difesero l’onore di Dio contro satana e contro tutti gli altri spiriti ribelli ed infine li ridussero alla perdita e li rilegarono nell’inferno?”.