Quando Padre Pio non mi ricevette pensai male di lui

 

 

PADRE PIO GUARISCE E CONVERTE

 

 

 

Le sofferenze e le brutte esperienze che viviamo in questa vita non sono sempre risolvibili. Il miracolo che speriamo si compia non sempre avviene come vorremmo. Sappiamo che la nostra vita terrena è un pellegrinaggio e spesso è breve o pieno di ostacoli da superare.

Molti di noi però vengono toccati dalla grazia di arrivare alla meta, nonostante tutto, di sopravvivere al dolore e alle malattie, anche le più gravi.

Il miglior modo per rendere fruttuosa la sofferenza è quello di mostrare agli altri la strada, seppur tortuosa, che abbiamo trovato per uscirne. Testimoniare il nostro percorso può essere importantissimo per gli altri, può servire a dare conforto e speranza, laddove regna solitudine e smarrimento. Ecco la testimonianza di una donna che ce l’ha fatta, per intercessione di Padre Pio, e la cui guarigione ha toccato il cuore di un non credente, convertendolo e salvandolo.

“… avevo trentotto anni ed ero sofferente a causa di un tumore all’intestino accertato da radiografie. Venne deciso l’intervento chirurgico. Prima di entrare in ospedale volli andare a San Giovanni Rotondo da Padre Pio. Mi accompagnarono mio marito, mia figlia ed una sua amica. Avevo tanto desiderato confessarmi dal Padre per parlare con lui del mio problema, ma non fu possibile perché Padre Pio ad un certo punto, uscì dal confessionale deciso ad andar via. Rimasi delusa e piansi per il mancato incontro.  Mio marito raccontò ad un altro frate il motivo del nostro pellegrinaggio. Questi, compenetrandosi nella mia situazione, promise di riferire tutto a Padre Pio. Di li a poco fui chiamata nel corridoio del convento. Padre Pio, pur tra tanta gente, sembrò interessato unicamente alla mia persone. Mi chiese il motivo della mia evidente angoscia e m’incoraggiò assicurandomi che stavo in buone mani … e che avrebbe pregato Iddio per me. Restai meravigliata in quanto mi resi conto che il Padre non conosceva né il chirurgo, né me. Comunque, con serenità e speranza, affrontai l’intervento. Il chirurgo fu il primo a gridare al miracolo. Pur con le radiografie tra le mani, dovette operarmi di appendicite non sospetta perché … del tumore non c’era alcuna traccia. Quel chirurgo, non credente, da quel momento ebbe il dono della fede e fece mettere il Crocifisso in tutte le stanze della clinica. Io ritornai a San Giovanni Rotondo dopo una breve convalescenza e vidi il Padre che, in quel momento stava dirigendosi verso la sagrestia. Si fermò all’improvviso e, rivolgendosi con un sorriso a me, disse: “Hai visto che sei tornata?” Mi dette la mano da baciare che, commossa, trattenni tra le mie.”.