Perché Padre Pio sventolò una tovaglia dalla finestra della sua cella?

Perché Padre Pio sventolò una tovaglia dalla finestra della sua cella?
Padre Pio

Il Convento di San Giovanni Rotondo, dove Padre Pio risiedeva, era affollatissimo, poiché la gente, ogni giorno, vi giungeva, da ogni parte del mondo, con la speranza di incontrarlo e di avere una sua parola di conforto, di consiglio.
C’era, poi, chi vi si recava più volte, per essere continuamente seguito spiritualmente.
Una di queste persone sostava a San Giovanni Rotondo da ben tre settimane, perché voleva assolutamente confessarsi con Padre Pio e non le riusciva di avvicinarlo.

Veniva dalla Svizzera e non voleva assolutamente tornarsene a casa, senza aver raggiunto il suo scopo.
Padre Pio, tutti i giorni, usava anche affacciarsi alla finestra della sua cella, per benedire i fedeli. Dunque, lei pensò che, se fosse stata presente, in quel momento, presso il Convento, avrebbe, per lo meno, ricevuto la sua benedizione.

“Voglio un saluto grande, grande: per me soltanto!”, pensava tra se mentre andava verso il Convento, ma, nonostante la sua buona intenzione, arrivò tardi: Padre Pio, quel giorno, si era affacciato già alla finestra, aveva già salutato la folla col suo fazzoletto e l’aveva benedetta; si era già ritirato per riposare.
Ma quella signora, proveniente dalla Svizzera, non si perse d’animo, anzi si inginocchiò li, con altre donne che stavano recitando il Santo Rosario: “Non fa niente, io voglio un saluto grande, grande: per me soltanto!”.

E fu esaudita, poiché, sorprendentemente, qualche istante dopo, la finestra della cella di Padre Pio si aprì di nuovo. Lui impartì una nuova benedizione e cominciò a salutare -come prima- la folla accorsa.
Questa volta, però, anziché usare un fazzoletto, come al solito, sventolò una tovaglia.
Molti dei presenti non compresero cosa stesse accadendo, ma la signora svizzera, invece, lo capiva benissimo: aveva riconosciuto, in quella tovaglia agitata da Padre Pio, il saluto grande, grande che aveva tanto desiderato, per tutto quel tempo.

Antonella Sanicanti