Ecco due simpatici aneddoti su Padre Pio e il suo operato

Ecco due simpatici aneddoti su Padre Pio e il suo operato
Padre Pio

Due simpatici aneddoti, su Padre Pio, raccontano, ancora una volta, come lui fosse un uomo di grande spirito umoristico, anche se estremamente severo, in materia di fede.
Un uomo, che soffriva di calvizie e non riusciva proprio a rassegnarsi al fatto di dover perdere completamente i capelli, aveva chiesto al Santo di Pietrelcina di aiutarlo.

Andò da lui proprio per chiedergli: “Padre, pregate perché i miei capelli non caschino!”.
Una richiesta alquanto inusuale e sicuramente uno di quei casi in cui non era in pericolo la vita di nessuno, se non quella dei follicoli piliferi dell’uomo.

Padre Pio stava scendendo le scale, insieme ad altre persone, e l’uomo stava in attesa di un suo cenno. Quando gli fu più vicino, gli disse: “Raccomandati a lui”, riferendosi ad un sacerdote che gli stava accanto e che era completamente calvo.
Quel gesto servì a stemperare gli animi e ad eliminare le angustie dell’uomo preso da calvizie, che raccontò, in seguito: “Ci siamo messi a ridere a crepapelle tutti e tre!”.

Una donna, afflitta da forti emicranie, invece, aveva deciso di mettere la foto di Padre Pio sotto suo al cuscino, con la speranza che questo potesse lenire i suoi atroci dolori al cranio.
Passarono, però diverse settimane e il suo problema non accennava a trovare soluzione, pertanto, la donna prese una decisione estrema: “D’accordo, Padre Pio: visto che non mi hai voluto liberare da questo malanno, per punizione ti metto sotto al materasso!”.

Così, quando andò a San Giovanni Rotondo e si avvicinò a Padre Pio per confessarsi, inginocchiata com’era davanti al confessionale, questi cominciò a guardarla e, poi, le chiese bruscamente lo sportello del confessionale in faccia.
La donna non capì cosa stesse accadendo, rimase ammutolita, fino a che Padre Pio non riaprì lo sportello del confessionale. Stava sorridendo e le disse: “Non ti è piaciuto, vero? Eh, neanche io ho apprezzato essere messo sotto al materasso!”.

Antonella Sanicanti