Padre Amorth: ecco cosa diceva di Medjugorje

Padre Amorth e le sue idee su Medjugorje
P. Amorth

Se ci manca terribilmente il poter ascoltare Padre Amorth, nei suoi tanti interventi televisivi e nelle catechesi radiofoniche (per chi non avesse avuto l’occasione di incontrarlo di persona), possiamo ancora leggere e visionare -grazie a Dio- tutto il materiale che ci ha lasciato in eredità.
Nei suoi tanti scritti, parla spesso della Madonna e delle apparizioni a Medjugorje, definendole “una massiccia opera di catechesi”, che ci indirizza, ogni giorno, alle modalità per vincere la battaglia contro il male; “Dio ci ha dato Maria come ultima occasione per salvare l’umanità”.

Padre Amorth diceva liberamente: “Io sono contrario a questi Vescovi e sacerdoti che non credono a Medjugorje, perché io ragiono così: la Chiesa si pronuncia solo quando i fatti sono finiti. Però Medjugorje dura da 33 anni. Abbiamo una legge della Chiesa, che è la più importante, per farci distinguere i fatti straordinari dai fatti che non lo sono: dai frutti si conosce la pianta. Ora, sono 33 anni che Medjugorje dà dei frutti squisiti”.
E Padre Amorth si avvaleva dei messaggi di Medjugorje per delle catechesi mensili, ogni 25 del mese, basandosi sul messaggio speciale che quel giorno la veggente Marija riceveva dalla Madonna. Dopo di che, celebrava la Santa Messa e presiedeva l’Adorazione Eucaristica: “chi prega tutti i giorni il Rosario si salva”, “è la più potente di ogni arma distruttrice”. “Medjugorje è la più importante delle apparizioni, il compimento di Fatima e Lourdes”. “Era indispensabile una nuova spinta, il messaggio di punta, come a Fatima, sul ritorno alla vita cristiana, alla preghiera, al digiuno; un avamposto nella lotta contro il demonio”.

I messaggi della Madonna cercano sempre di invitarci a cambiare vita, a dirigere la nostra condotta verso il bene, secondo gli insegnamenti di Cristo; mostrando al prossimo come si comporta il cristiano autentico: “Dove si parla male tu non accetti discorsi cattivi. Potrai essere criticata”, “l’importante è piacere a Dio. E spesso capita che il seme porti frutto”.
“Satana ha paura solo della preghiera e in particolare teme il Rosario”. “È un dono di Dio la fede”, “che si può perdere, che va alimentato con la preghiera”.
Il messaggio/consiglio è, dunque, chiarissimo: mai smettere di pregare, per accrescere la nostra fede, tutto il resto verrà fortificato e difeso dall’intercessione di Maria.

Antonella Sanicanti