Oggi ricordiamo San Benedetto da Norcia

Oggi ricordiamo San Benedetto da Norcia
San Benedetto da Norcia

Descriviamo San Benedetto con le parole di Papa San Gregorio Magno: “L’uomo di Dio che brillò su questa terra con tanti miracoli, non rifulse meno per l’eloquenza con cui seppe esporre la sua dottrina.”.
San Gregorio Magno considerava il Monaco Benedetto (480ca.-547ca., Norcia) l’ispiratore del suo Pontificato. Molte altre notizie sulla sua vita sono tratte da ciò che, ne “Il libro dei Dialoghi”, il Papa in persona riportò.

Era l’epoca successiva alla caduta dell’Impero Romano, che aveva portato decadenza anche di comportamenti e valori, nonché l’ingresso in Europa di nuovi popoli lontani dal Dio cristiano.
In questa atmosfera, Benedetto allargava lo sguardo verso il cielo e sceglieva e raccontava la vita modesta, in contemplazione della Parola di Dio e in abbandono totale alla sua misericordia.

Fu il patriarca del monachesimo occidentale e, a Subiaco, si ritirò per vivere come eremita per ben tre anni, in una grotta, in solitudine.
Voleva piacere a Dio e non incappare nelle trappole dell’epoca che stava vivendo. Perciò si era proposto, prima di ri-scendere tra gli altri a predicare il Vangelo, di superare quelle che riteneva essere le tre tentazioni maggiori: autoaffermazione, che pone se stessi al centro nella propria esistenza; la sensualità; l’ira. Solo in seguito, quando si sentì pronto, decise di fondare i suoi Monasteri. Attorno a lui, si radunarono i primi Benedettini, che raggruppò in 12 diaconati, ciascuno di 10 Monaci.

A Montecassino poi, dove trascorse gli ultimi anni della sua vita, abbozzò la Regola; una raccolta di linee guida per coloro che cercavano Dio.
Eccone un assaggio: “Non amare la volontà propria, né compiacersi di realizzare i propri desideri, ma mettere in pratica questa Parola del Signore: “Io sono disceso dal cielo non per fare la volontà mia, ma la volontà di colui che mi ha mandato”.”. “Attribuire a Dio e non a se stesso il bene che si crede di avere”. “Tutti gli ospiti che giungono al monastero siano accolti come Cristo in persona”. “(Abita la casa di Dio) chi, respingendo dagli sguardi del proprio cuore il diavolo insieme alla sua tentazione, lo annienta e ne frustra, in sul nascere, i progetti infrangendoli contro Cristo”.

E la sua morte fu descritta in questo modo da Papa Gregorio: “… si fortificò per il grande passaggio ricevendo il Corpo e il Sangue del Signore. Sostenendo le sue membra, prive di forze, tra le braccia dei discepoli, in piedi, colle mani levate al cielo, tra le parole della preghiera, esalò l’ultimo respiro”.
Per questo, è considerato anche il Santo degli agonizzanti, oltre che di chi affronta avvelenamenti o malattie contagioso.
E’ invocato per combattere le tentazioni diaboliche. Il crocifisso con la medaglia (su cui sono incise delle lettere, che circondano la croce e la figura stessa del Santo), reca un crudo messaggio contro le cattive intenzioni del maligno.

Preghiera a San Benedetto

Glorioso San Benedetto, che fosti così attento e delicato con i poveri, i deboli, i bisognosi, ti preghiamo di ottenerci dal Signore un cuore compassionevole verso l’umana miseria.
Chiediamo un cuore che sappia scoprire i bisogni, la miseria e il dolore del fratello.
Chiediamo un cuore aperto e compassionevole verso qualunque uomo bisognoso.

Chiediamo che, quando non sappiamo o non possiamo risolvere il problema del fratello, esca dalla nostra bocca una parola di sollievo e di speranza.
Chiediamo che, quando non sappiamo neppure cosa dire, esca dal nostro cuore una preghiera fervente, che chieda al Padre delle misericordie e al Dio di ogni consolazione, la soluzione che la nostra incapacità non trova. Chiediamo il cuore compassionevole di Gesù. Amen.

Antonella Sanicanti