Oggi ricordiamo San Tommaso Apostolo

Oggi ricordiamo San Tommaso Apostolo
San Tommaso

Dopo la resurrezione, Gesù Cristo cominciò a manifestazioni agli Apostoli. In particolare, apparve loro, ma in assenza di Tommaso, il quale, al racconto degli amici, si mostrò estremamente incredulo: “Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò”.

Con queste parole, Tommaso, chiamato anche Didimo, divenne l’emblema del seguace di Cristo dubbioso, che non nasconde le sue perplessità; di quello che, forse più di tutti, aveva avuto il coraggio di mostrarsi umanamente debole, nel credere alle parole di un uomo che aveva parlato di resurrezione dopo la morte.

Quanto ci somiglia Tommaso?

Quanto ci somiglia questo personaggio, il cui nome, in aramaico, vuol dire, guarda caso, gemello? In quell’occasione, Gesù accontentò Tommaso, quasi a voler sottolineare che, pur avendo mancato di fede, era lecito per lui farsi delle domande e cercare una risposta convincente, perché la dedizione al messaggio evangelico potesse essere serena, sincera, ferrea.

Dopo circa una settimana, accadde questo: “Venne Gesù, a porte chiuse, si fermò in mezzo a loro e disse: “Pace a voi!”. Poi disse a Tommaso: “Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!”. Rispose Tommaso: “Mio Signore e mio Dio!”. Gesù gli disse: “Perché mi hai veduto, hai creduto: beati quelli che pur non avendo visto crederanno!”.

Questi ultimi siamo proprio noi, che non abbiamo avuto, come gli Apostoli, l’opportunità di viaggiare, in lungo e in largo per la Galilea, a fianco del Maestro; siamo noi, che non abbiamo potuto piangere con Maria ai piedi della croce dove era appeso il nostro Dio; siamo noi che non abbiamo visto il sepolcro vuoto e l’Angelo che annunciava la resurrezione, tanto meno abbiamo potuto, come Tommaso, mettere le nostre mani sulle ferite del Risorto.

La predicazione di Tommaso

Ma quell’evento, che racconta i dubbi di Tommaso, non fece di lui un discepolo di minore rilevanza, anzi, lo forgiò al fuoco della rivelazione, tanto che partì, in seguito, per la Siria ed arrivò ad evangelizzare anche la Persia e l’India.

Si pensa che Tommaso sia stato l’Apostolo che si sia spinto più lontano di tutti, per portare la Parola di Dio alle genti.
In India, infatti, nella città di Chennai (anticamente Madras), si trova una croce con un iscrizione, in memoria del luogo dove si pensa sia stato ucciso Tommaso, per aver predicato secondo il volere del Risorto.
Della sua vita si sa ben poco: non si sa dove sia nato e nemmeno se fosse anche lui un pescatore, come altri discepoli.

Nei Vangeli, è nominato a più riprese e sempre per i suoi interventi, che sembrano voler capire meglio cosa Gesù gli stesse chiedendo.
Giovanni, nel capitolo 11, descrive l’episodio in cui Gesù, saputo della morte dell’amico Lazzaro, decide di tornare a Betania. Era una decisione molto rischiosa, in quel momento, poiché i giudei avevano cercato di lapidarlo per le sue parole, ma Tommaso lo sostiene e, anche se impaurito, non lo lascia solo. Dice, infatti: “Andiamo anche noi a morire con lui!”.

Sempre nel Vangelo di Giovanni, al capitolo 14, Tommaso interviene nel discorso di Gesù, che dice: “Nella casa del Padre mio vi sono molti posti. Se no, ve l’avrei detto. Io vado a prepararvi un posto; (…) E del luogo dove io vado, voi conoscete la via”. Gli disse Tommaso: “Signore, non sappiamo dove vai e come possiamo conoscere la via?”. Gli disse Gesù: “Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me”.

Così, gli interventi di Tommaso sembrano dar modo di fare sempre un passò avanti, nella comprensione di ciò che Gesù ci sta spiegando.
Pare che l’Apostolo, che si commemora il 3 Luglio, sia morto per un colpo di lancia, simile a quello riportato da Gesù, in cui lui aveva messo la mano, per rafforzare il suo legame col Cristo.
Ora, le sue spoglie, dopo tante traslazioni, riposano ad Ortona, in Abruzzo, nella Cattedrale a lui dedicata.

Antonella Sanicanti