Novena a Sant’Agostino – Sesto giorno

Chi era Sant’Agostino? Con la seguente novena, ci prepariamo a celebrare, il 28 agosto, la memoria liturgica di uno dei Santi più influenti della storia della Chiesa, Sant’Agostino d’Ippona. 

Sant'Agostino teologo
Sant’Agostino (websource)

La conversione di Sant’Agostino rappresentò indubbiamente l’inizio di quel cammino spirituale, che lo rese un modello di Santità. Chi fu il principale artefice di tale conversione? In primis sua madre Monica. Sappiamo che Sant’Agostino proveniva da una famiglia tradizionalmente pagana. Suo padre, Patrizio, era un proprietario terriero e consigliere municipale della città. Era un pagano. Ma Agostino, per influenza di sua madre, giungerà alla conversione. Tuttavia possiamo individuare un altro elemento legato alla sua evoluzione interiore: l’incontro con il vescovo Ambrogio.

Sant’Agostino ci insegna ad amare

Un tema molto caro a Sant’Agosino è senza dubbio l’amore. Il Santo Vescovo, nei suoi scritti ci ha offerto molti spunti di riflessione sul tema, a partire da un primo insegnamento offertoci: “Che cosa significa amare“. «Chiamo amore il sentimento che porta a godere di Dio per se stesso, e di sé e del prossimo per amore di Dio. Chiamo invece cupidigia il sentimento che porta a godere di sé, del prossimo e di qualsiasi essere corporeo non per amore di Dio. […] Ciò che l’amore fa per giovare al prossimo si chiama benevolenza. Quanto più si abbatte il regno della cupidigia, tanto più si dilata il regno dell’amore». (La dottrina cristiana, III).

Novena a Sant’Agostino – Sesto giorno

Per quella vivissima consolazione che voi, o glorioso s. Agostino, arrecaste a s .Monica vostra madre e a tutta quanta la Chiesa, allorquando, animato dall’esempio del romano Vittorino o dai discorsi ora pubblici, ora privati del gran Vescovo di Milano, s. Ambrogio, e di s. Simpliciano e di Alipio, risolveste finalmente di convertirvi, ottenete a noi tutti la grazia di approfittare continuamente degli esempi e dei consigli dei virtuosi, onde arrecare al cielo tanto di gioia con la nostra vita avvenire, quanto di tristezza gli abbiamo cagionato con tanti mancamenti nella nostra vita, passata.

Gloria al Padre al Figlio e allo Spirito Santo come era in principio ora e sempre nei secoli dei secoli.

Per quella fervorosa riconoscenza onde, appena convertito, vi deste a studiare la divina legge tanto da noi violata, e ad eccitare negli altri l’amore e la stima con gli ammirabili trattati dell’Anima, della Provvidenza o della Vita felice; quindi appena rigenerato alla grazia per mezzo del santo battesimo, intuonaste unitamente a s. Ambrogio un inno affatto nuovo, il quale non respira che la fede la più viva, o la carità la più ardente, ottenete a noi tutti la grazia di essere sempre riconoscenti a tutti i favori del cielo, onde impegnare l’Altissimo a diffonderne sopra di noi una copia sempre maggiore.

Gloria…

Per quell’ardentissimo zelo onde in tutto il tempo di vostra vita vi applicaste a confutare e a convertire ogni sorta di eretici e specialmente i Manichei ch’erano stati i maestri ed i complici delle vostre giovanili licenze, ottenete a noi tutti la grazia di procurare con ogni sforzo la conversione dei cattivi, e il miglioramento dei buoni, per così riparare gli scandali che potessimo aver dati con il nostro viver poco conforme alla fede santissima che professiamo.

Gloria…

Per quell’umiltà profondissima onde voi, o glorioso s. Agostino, vi riputaste sempre indegno, non solo d’ogni ecclesiastica dignità, ma ancora della sacerdotale ordinazione; e per quella fedeltà inalterabile, con cui, ordinato, vostro malgrado, dal santo vescovo Valerio, disimpegnaste tutti gli uffici a voi affidati di predicatore, di vicario, e osservaste tutto le regole del nuovo Ordine monastico da voi instituito, ottenete a noi tutti la grazia di riputarci sempre immeritevoli di qualunque carica, di qualunque distinzione, e di adempiere sempre esattamente tutti gli obblighi del nostro stato.

Gloria…

Per quell’abbondanza di lumi soprannaturali, dei quali foste arricchito, o glorioso s. Agostino, per cui diveniste il flagello più terribile di tutti i nemici del Cristianesimo, il maestro di tutti i sapienti, l’anima di tutti i Concilii, l’oracolo di tutta la Chiesa, fino ad essere da S. Paolino chiamato il Sole della terra, o da Sulpizio un’ape industriosa che mentre nutrisce con il suo miele tutti i fedeli, uccide col suo pungiglione tutti gli eretici, ottenete a noi tutti la grazia di impiegare sempre lo nostre forze corporali o spirituali a sostenere o difendere la verità della fede, e procurar sempre maggiore la dilatazione e la gloria della comun madre la Chiesa.

Gloria…

Per quella custodia singolare che voi aveste, o glorioso s. Agostino, della vostra purità e dell’altrui riputazione, per cui, dopo la vostra conversione, non soffriste mai la compagnia di persone mormoratrici, ottenete a noi tutti la grazia di odiare e di fuggire tutto quello che potesse contaminare anche leggermente la nostra coscienza o l’altrui fama.

Gloria…

Per quell’ammirabile sollecitudine con cui voi, o glorioso s. Agostino, rivedeste nella vostra vecchiaia tutto quante le vostre opere e ritrattaste in apposito libro tutte le sentenze che vi sembravano meno esatte, o per quella vivissima carità, onde nell’assedio che desolava la vostra carissima Ippona, domandaste al Signore la grazia d’essere,come il divino pastore, sacrificato per la salute delle proprio pecore, ottenete a noi tutti la grazia di emendare con prontezza ogni errore, di sopportar con rassegnazione tutte le avversità della terra,e d’esser sempre disposti a perdere anche la vita poi bene dei nostri fratelli, onde partecipare con voi all’eterna beatitudine del Paradiso.

Gloria…

Fabio Amicosante

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