Novena di Natale in compagnia di Padre Pio – quinto giorno

novena di natalePare che Padre Vacchetta, uno degli ideatori della Novena di Natale, avesse scritto testi e musica e che, in seguito, la marchesa Gabriella Marolles delle Lanze, fu talmente colpita dalla funzione di preparazione al Natale che, nelle sue disposizione testamentarie, chiese che si facesse la Novena “ogni anno et in perpetuo”.
Così la tradizione e la devozione si diffusero in Piemonte e poi nel resto dell’Italia. Oggi ne esistono diverse versioni. Noi proponiamo di farla con l’ausilio di Padre Pio:

Novena di Natale – dagli scritti di Padre Pio

“Anima mia, contempla la tua celeste Madre che ubbidisce col suo sposo Giuseppe all’editto di Augusto e nel contempo all’ordine di Dio, per compimento delle profezie: nel colmo dell’inverno si porta da Nazaret a Betlemme, senza alcun riguardo alla sua dignità di madre di Dio; ubbidisce senza esitanza ad una creatura della terra, la quale, senza pur saperlo, concorre con un editto a dare compimento ai divini disegni. Con l’iscrizione dei due santi coniugi si riconosce la loro discendenza dalla reale stirpe di Davide con colui che deve essere il Salvatore del mondo, il re dei cuori. Egli è per giungere; l’ora è per scoccare; la terra accoglierà il suo Salvatore, ma il mondo non lo riconoscerà”.

Novena di Natale – quinto giorno

Il piano di salvezza di Dio si incontra con la volontà e la collaborazione umana di due creature: Maria e Giuseppe. Due creature meravigliose, completamente disponibili al volere del Signore.
Il brano evangelico ci presenta l’uomo giusto e timorato di Dio, scelto ad una missione altissima: fare sulla terra le veci del Padre che è nei Cieli. La figura di Giuseppe ci appare in questo passo alta e drammatica, scolpita di fede e umiltà. Egli non può ancora capire il mistero di Dio, ma quando ha la certezza della divina volontà, crede e obbedisce.
Emmanuele: Dio con noi (Mt 1,18-24), l’obbedienza di Giuseppe

Di fronte al mistero divino, Giuseppe ha saputo mantenere il contegno giusto. Egli non si lascia prendere da umani sentimenti. Non è in grado di comprendere ciò che vede in Maria e non vuole penetrare a forza il mistero; si ritira piuttosto in disparte, con timida e rispettosa venerazione, abbandonandosi al volere di Dio e lasciando a Lui tutto il resto. Giuseppe dunque obbedisce alla Parola, la mette in pratica, dichiarandosi con le opere strumento docile nelle mani dell’Altissimo.

Egli non vuole nulla per sé, perché intende essere semplicemente a disposizione di Dio. Prende quindi con sé Maria, sua sposa, per adempiere la volontà di Dio, perché Ella possa dare alla luce il suo Figlio. Sarà però lui, Giuseppe, in tutta obbedienza, a dargli il nome. Quel nome attorno al quale rotea l’universo e per volontà del quale ogni cosa è stata creata: Gesù, il Messia, il Salvatore.

Ascoltaci, o Signore:
Perché siamo fedeli agli impegni assunti nel nostro Battesimo e portiamo a termine la nostra vocazione
– Noi ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.
Perché, ad imitazione di San Giuseppe, siamo sempre disponibili all’obbedienza al divino volere, anche quando tutto ci appare oscuro
– Noi ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.

Perché siamo capaci di ascoltare, nel silenzio interiore, la voce delle divine ispirazioni
– Noi ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.
Perché il nome di Gesù, nel quale solo c’è speranza di salvezza, sia conosciuto e invocato da tutti gli uomini.
– Noi ti preghiamo, ascoltaci, o Signore.

Disponi, o Padre, i nostri cuori a ricevere nel tempio vivo della Chiesa la tua misericordia, perché la nuova nascita del tuo Figlio ci liberi dalla schiavitù del peccato e ci renda degni di partecipare alla ricchezza della tua grazia. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Antonella Sanicanti


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