Novena della Divina Misericordia. Sesto giorno

Novena della Divina Misericordia. Sesto giorno
Gesù Misericordioso

Suor Faustina ebbe un lungo dialogo interiore con Gesù, da cui scaturirono molti scritti e riflessioni. Gesù le chiese anche di far dipingere il quadro coi raggi che fuoriescono dal suo petto e che riversano sull’umanità grazie e misericordia; le parlò della festa della Divina Misericordia, da far istituire dalla chiesa.
Nell’anno 2000, fu Papa Giovanni Paolo II a canonizzare Suor Faustina Kowalska (1905-1938, Polonia) e a istituire la festa della Divina Misericordia, che cade sempre (come richiesto da Gesù nei dialoghi con la Santa) nella Domenica in Albis, la Domenica dopo Pasqua.

Gesù disse a Suor Faustina: “Desidero che durante questi nove giorni tu conduca le anime alla fonte della Mia Misericordia, affinché attingano forza, refrigerio ed ogni grazia, di cui hanno bisogno per le difficoltà della vita e specialmente nell’ora della morte. Oggi giorno condurrai al Mio Cuore un diverso gruppo di anime e le immergerai nel mare della Mia Misericordia. E io tutte queste anime le introdurrò nella casa del Padre Mio. Lo farai in questa vita e nella vita futura. E non rifiuterò nulla a nessun’anima che condurrai alla fonte della Mia Misericordia. Ogni giorno chiederai al Padre Mio le grazie per queste anime per la Mia dolorosa Passione”.

Nel sesto giorno di Novena, la nostra preghiera è dedicata ai piccoli e a tutti coloro che, come i bambini, conservano un animo puro, un cuore capace di essere umile e apprezzare, apprendere, la volontà benevola del Padre celeste, nella storia dell’umanità e della salvezza; la loro estrema umiltà rinfranca la speranza di Gesù, per la conversione di tutte le genti.

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Sesto giorno (Mercoledì in Albis)

Meditiamo su Gesù bambino e sulle virtù della mitezza e dell’umiltà di cuore (cfr. Mt 11,29), sulla dolcezza di Gesù (cfr. Mt 12,1521) e sull’episodio dei figli di Zaccheo (cfr. Mt 20,20-28; 18,1-15; Lc 9,46-48).
Parole di nostro Signore: “Oggi portami le anime miti ed umili e quelle dei fanciulli: immergile nell’oceano della mia Misericordia. Somigliano di più al mio Cuore e sono esse che mi davano forza nella mia dolorosa agonia. Le ho viste allora come degli angeli terrestri, vigilanti sui miei altari. Sopra di loro verso i fiumi delle mie grazie, poiché soltanto un’anima umile, in cui metto tutta la mia fiducia, è capace di accettare i miei doni”.

Preghiamo per i fanciulli e le anime umili
Misericordiosissimo Gesù, che hai detto: “Imparate da me, che sono mite ed umile di Cuore” (Mt 11,29), ricevi nella dimora del tuo Cuore pietoso le anime miti ed umili e quelle dei fanciulli. Poiché danno gioia al Cielo, esse sono fatte segno dell’affetto speciale del Padre Celeste: sono un mazzo di fiori profumati davanti al trono divino, dove Dio si compiace del profumo delle loro virtù. Concedi loro la grazia di lodare perennemente l’Amore e la Misericordia di Dio.
Pater; Ave; Gloria.

Eterno Padre, dà uno sguardo compassionevole alle anime miti ed umili e a quelle dei fanciulli che sono particolarmente care al Cuore del Figlio tuo. Nessuna anima assomiglia più di loro a Gesù; il loro profumo si alza dalla terra per giungere al tuo trono. Padre di Misericordia e di Bontà, per l’amore che porti a queste anime e per la gioia che provi nel guardarle, ti supplichiamo di benedire il mondo intero, affinché noi possiamo glorificare eternamente la tua Misericordia. Amen.

Al culto della Divina Misericordia, è legata anche la preghiera della Coroncina, che si recita alle 15:00 di ogni giorno, in tutto il mondo. E’ un modo per affidare al Signore tutti noi e soprattutto le anime bisognose di essere convertite, proprio dell’ora in cui Gesù muore in Croce, liberando la Misericordia dal suo petto oltraggiato.
E’ bene recitare la Coroncina anche dopo ogni giorno di Novena:

Pater; Ave; Credo.

Sui grani del Padre Nostro si dice:
Eterno Padre, io Ti offro il Corpo e il Sangue, l’Anima e la Divinità del Tuo dilettissimo Figlio, Nostro Signore Gesù Cristo, in espiazione dei nostri peccati e di quelli del mondo intero.

Sui grani dell’Ave Maria si dice:
Per la Sua dolorosa Passione, abbi misericordia di noi e del mondo intero.

Alla fine si dice tre volte:
Santo Dio, Santo Forte, Santo Immortale, abbi pietà di noi e del mondo intero.

Si termina con l’invocazione:
O Sangue e Acqua, che scaturisti dal Cuore di Gesù come sorgente di misericordia per noi, confido in Te.

Antonella Sanicanti