Novena di Natale in compagnia di Padre Pio – settimo giorno

novena di nataleLa Novena di Natale, già nel pieno del periodo dell’Avvento, ci aiuta ad essere pronti alla venuta del Signore, alla sua luce che illuminerà il cuore dei fedeli e il nuovo anno liturgico, appena iniziato. Guardiamo anche noi verso la stella che indica la grotta di Betlemme, come i pastori e i Magi, i primi a rendere omaggio al Bambinello. Padre Pio scrisse:

Novena di Natale – dagli scritti di Padre Pio

La stella, simbolo della fede, li muove e li guida verso colui che li chiama interiormente con l’impulso della grazia, perché nessuno può andare a lui se non da lui attratto. Gesù chiama poveri e semplici pastori per mezzo degli angioli per manifestarsi ad essi. Chiama i sapienti per mezzo della stessa loro scienza e tutti, mossi dall’interiore influsso della sua grazia, corrono a lui per adorarlo.

Chiama tutti noi con le sue divine ispirazioni e si comunica a noi con la sua grazia. Quante volte egli ha amorosamente invitato anche noi? E noi con quale prontezza gli abbiamo corrisposto? Mio Dio, mi arrossisco e mi sento ripieno di confusione nel dover rispondere a sì fatta interrogazione!”

Novena di Natale – settimo giorno

Con un misterioso vaticinio il profeta Isaia promette un “segno” di salvezza: la nascita miracolosa dell’ “Emmanuele”, figlio di una vergine. L’evangelista attribuisce esplicitamente la profezia alla nascita di Gesù: Egli è veramente l’Emmanuele, cioè Dio con noi. Facendosi uomo, egli è venuto ad abitare in mezzo a noi e rimane con noi anche oggi, nella Chiesa e nell’Eucaristia.
Dio con noi: (Is 7,10-14), Dio ha dimorato tra noi.

Ti chiederai in che modo la divinità si è incarnata, come il fuoco nel ferro, non trasferendosi, ma comunicandosi. Il fuoco infatti, non si slancia verso il ferro al quale si comunica. Non subisce diminuzione, ma riempie totalmente il ferro al quale si comunica. Allo stesso modo, Dio, il Verbo “che ha dimorato tra noi” non è uscito da se stesso; il Verbo che si è fatto carne non fu soggetto a mutamento; il cielo non fu privato di colui che teneva e la terra accolse nel proprio seno colui che nei cieli.

Lasciati penetrare da questo mistero: Dio è venuto nella carne per uccidere la morte che vi si nasconde. Come le cure e le medicine vincono gli elementi nocivi assimilati dal corpo, e come il buio in casa è dissipato dalla luce che entra, così la morte che teneva in suo potere la natura umana fu distrutta con la venuta della divinità. Come il ghiaccio prevale sull’acqua mentre è notte e persiste l’oscurità, ma appena sorge il sole si scioglie al calore dei suoi raggi, così la morte ha regnato fino alla venuta di Cristo; quando è apparsa la grazia salvatrice di Dio e si è levato il Sole di giustizia, la morte fu assorbita dalla vittoria, non avendo potuto resistere alla presenza della vera vita.

Noi pure manifestiamo la nostra gioia, festeggiamo la salvezza del mondo, il giorno della nascita dell’umanità. Oggi è tolta la condanna di Adamo. Non si dirà più: “Polvere tu sei e alla polvere tornerai”, ma: “Unito a colui che è nei cieli, sarai elevato al cielo”. (S. Basilio M.)

Onore e gloria a te, Signore Gesù:
Per l’immenso amore che ti ha spinto a farti nostro fratello
– Noi ti lodiamo, onore e gloria a te, Signore Gesù!

Perché ci hai raccolti nella tua Chiesa, arca di salvezza
– Noi ti lodiamo, onore e gloria a te, Signore Gesù!

Perché ci hai dato la speranza della vita gioiosa e senza fine nel tuo regno
– Noi ti lodiamo, onore e gloria a te, Signore Gesù!

Per riparare al peccato degli uomini che non ti hanno accolto e non ti amano
– Noi ti lodiamo, onore e gloria a te, Signore Gesù!

Risplendi su di noi con la luce della tua gloria, Signore Gesù Cristo, e la tua venuta vinca le tenebre del male e porti a tutti gli uomini la liberazione dalla schiavitù del peccato. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli. Amen.

Antonella Sanicanti


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