Natuzza e il Miracolo dell’orologio

 

 

 

 

NATUZZA E L’AVVOCATO INZILLO

Anche l’avvocato civilista Franco Inzillo di Vibo Valentia fece visita a Natuzza Evolo, nella sua casa di Paravati, in Calabria.
Molti gli avevano parlato delle sue peculiarità da veggente e lui vi si recò, accompagnato da un amico della famiglia della donna, forse semplicemente per curiosità.
Lei era tranquillissima -racconta l’avvocato- e cominciarono a parlare del più e del meno, poi di questioni quotidiane ed esistenziali.
Il linguaggio di Natuzza era semplice e chiarificatore, ma, ad un certo punto, l’avvocato non potè nascondere i suoi dubbi, le sue incertezze sulla natura delle affermazioni che si andavano, via, via, definendo.
Dopo un po’ di tempo, il Signor Inzillo decise di andare via, adducendo a qualche impegno importante e al fatto che non avrebbe mai voluto tardare.
E fu proprio allora che avvenne un fatto che cambiò completamente la visione dell’avvocato sulle “cose della vita”.
Natuzza gli disse che non era affatto così tardi e lo invitò a verificarlo, guadando il suo orologio.
L’avvocato lo fece e, con suo grande stupore, constatò che non segnava più l’ora che aveva letto solo pochi istanti prima, cioè le 12, ma le 10!
Natuzza aveva detto precisamente: “Non è tardi, guardate meglio il vostro orologio. Ora mi credete?”.
Bastò questo per rendere bene il messaggio all’avvocato, un uomo istruito e intellettuale, che ora sapeva che bisogna darsi il tempo di fermarsi e ascoltare Dio che chiama, attraverso le persone più umili e nascoste, che a volte, come Natuzza, portano su di se i segni del Cristo in croce. Proprio come lui, nonostante le sofferenze, sanno regalare serenità e speranza, in attesa di quel riscatto personale che, al di la del tempo fisico, al di la dei nostri impegni e delle nostre corse contro gli anni che scorrono inesorabili, ci fa pregustare l’eternità del cielo.
Dio non è poi così lontano quindi, è dentro di noi, forse nascosto da tutte le altre cose di cui ci siamo riempiti.