Natuzza Evolo: “Ho visto i morti e la vita nell’aldilà”

Natuzza Evolo: "Ho visto i morti e la vita nell'aldilà"
Natuzza Evolo

Fortunata Evolo, conosciuta dai fedeli con il soprannome di Mamma Natuzza, è stata una delle mistiche più amate degli ultimi anni. Tuttora ci sono pellegrini che giungono a Mileto da ogni parte dell’Italia per renderle omaggio e chiedere intercessioni. Non tutti però credono nelle capacità mistiche della donna e soprattutto la Chiesa esorta i fedeli a non celebrarla come se fosse una santa, poiché il giudizio sulle abilità concessole da Dio non è ancora stato espresso.

Lo scetticismo nei confronti di Natuzza è dovuto al fatto che questa donna era priva di qualsiasi istruzione e dal fatto che si proponeva come messaggera delle anime. Gli scettici infatti ritengono che essa potesse essere considerata alla stregua di una medium, ma a differenza di questi Natuzza non invocava spiriti, era tramite dei loro messaggi per volontà di Dio e delle stesse anime. Inoltre le visioni delle anime e del purgatorio non sono nuove nella storia della Chiesa, molti sono i mistici ed i santi riconosciuti che hanno ricevuto questo dono da Dio, non ultimo padre Pio.

La visione del purgatorio e l’incontro con Dante Alighieri

Secondo quanto emerso dai racconti di Natuzza, il purgatorio non sarebbe un luogo propriamente fisico, le anime che lo abitano sono circondate dalle fiamme del peccato, le quali, sebbene appaiano pallide, causano loro enormi sofferenze. Una volta la mistica ha raccontato dell’incontro con un’anima penitente che affermava di trovarsi appunto tra le fiamme del purgatorio. La mistica, notando il suo volto sereno, disse a questa che non sembrava stesse patendo una sofferenza e si avvicino tanto da essere bruciata al volto dalle fiamme che lo avvolgevano. Dopo questo episodio Natuzza non fu in grado di mangiare e parlare normalmente per 40 giorni.

La descrizione della sofferenza nel purgatorio è la medesima che fece Papa Gregorio Magno secoli prima, il che dovrebbe avvalorare i racconti della mistica. Mamma Natuzza disse anche di aver incontrato l’anima di Dante Alighieri, il sommo poeta le avrebbe rivelato di aver scontato una pena di 300 anni in purgatorio per i suoi peccati, prima di poter accedere alla beatitudine del Paradiso. Questo perché all’interno della Divina Commedia aveva lasciato spazio ad antipatie e simpatie, punendo chi a suo giudizio era meritevole di una pena.

Luca Scapatello