Ecco i motivi del perché è meglio fare l’amore dopo il matrimonio


Dal momento che siamo nati in una nazione in cui la religione cristiana è quella più o meno ufficiale, dovremmo ritenere un vantaggio poterci facilmente identificare con la nostra storia di spiritualità, almeno con quella dal primo anno D.C. in poi. Finiamo invece per darlo per scontato e, di conseguenza, non ce ne interessiamo più.

Ci preoccupiamo di educare i cuccioli di uomo perché imparino a camminare, a mangiare e a vestirsi da soli … a leggere, a scrivere e usare lo smartphone, ma l’aspetto spirituale viene presentato come un dovere, quasi mai come un “sentire”, una ricerca interiore necessaria all’esistenza.

Cominciamo il nostro cammino con un Sacramento -il Battesimo- che non ci vede molto partecipi, data la tenerissima età, memorizziamo poi un paio di preghiere, il Padre Nostro e l’Ave Maria, alla stesso modo in cui impariamo la recita scolastica e veniamo catapultati al catechismo, luogo che, rispetto a quello di altre attività extrascolastiche di moda oggi (piscina, calcio … danza, canto), sembra “una cosa noiosa e statica” e nemmeno tanto extrascolastica, da frequentare fino al raggiungimento della Cresima, se si riesce.

Ho l’impressione che la nostra nazione non ci insegni ad essere, ma sicuramente ci insegna ad apparire. E’ tutto facile ciò che non chiede introspezione, consapevolezza, rispondere a quesiti tipo: “Chi sono? Come sono? … Dove vado e con chi?

Stupisce poi che nell’adolescenza, l’età della ribellione per definizione, ci si ribelli? E che in nome della liberà sessuale qualcuno ci annunci: “Il corpo è mio e me lo gestisco io”?

Quando mai! Riusciamo forse a non farci male cadendo per le scale? Allora non abbiamo tutta questa padronanza su di esso, attenzione a come lo si usa! Ma un corpo si può usare? Non trovate che questa espressione sia alquanto infelice?

E’ comodo poi pensare al sesso come all’appagamento di un bisogno fisico, pari al nutrirsi o al bere acqua fresca quando si è assetati, scegliendo pertanto rapporti prematrimoniali. Fare l’amore è altro. Si, perché fare l’amore richiede “Amore”, prima di tutto, e l’amore non prende, ma da, certamente non usa.

Basterebbe partire da questi piccoli e semplici concetti per ritenerci un regalo prezioso da dare al momento giusto, per rimanere casti e riflettere un po’.

Ragazzi e ragazzi, ma anche uomini e donne di ogni età, noi siamo i Cristiani, il sale della terra, quelli che devono rendere questa umanità più luminosa, quelli che lasciano un segno di amore, di speranza e di perdono di fronte a situazioni umanamente inaccettabili che la storia propone.

Non c’è forse in ognuno di noi il desiderio di essere unici e distinguibili? Lo siamo già! Non abbiamone paura, solo perché in molti ancora non comprendono che vuol dire appellare il corpo come Tempio dello Spirito Santo. Questa non è -lo sappiamo- l’era dell’ignoranza, possiamo farcela ad essere noi stessi, umani che non si uniformano alle carrube date in pasto ai porci, ma restano perle da non dare a chiunque. Siamo rivoluzionari, come lo è stato Cristo, e impariamo ad aspettare, a non bruciare nessuna tappa. Coltiviamo insieme l’idea di poter incontrare l’altra persona, una soltanto, che presenteremo a Dio davanti all’altare, come nostro/a compagno/a di vita per sempre, per tutta la vita.

Non facciamo l’errore di pensare che un atto sessuale non lasci traccia, non è cosi e lo sappiamo tutti. Come qualunque atto compiuto dalla nascita, farà parte del nostro background per sempre e non potremmo prescinderne … mai.