Un miracolo può avvenire anche grazie ad oggetti benedetti

Un miracolo può avvenire anche grazie ad oggetti benedetti
Vergine di Pompei

Un miracolo può avvenire anche grazie ad oggetti benedetti del cielo, che ci sorreggono nelle prove e ci difendono dal male.
Don Antonio Sindico, un sacerdote di Serrano (Lecce), scriveva a Bartolo Longo, Direttore del ROSARIO E LA NUOVA POMPEI: “Compio il desiderio e il dovere di portarmi dinanzi all’Altare di codesta grande Regina delle Vittorie nella sua Valle di elezione, per ringraziarla di cuore della grazia concessami”.

Bartolo Longo, tempo prima, aveva mandato a don Antonio una Medaglia in argento della Vergine di Pompei, a cui adesso si attribuiva il miracolo.
“Non so descrivere la gioia che provai quando l’ebbi tra le mani! Me la posi addosso, insieme con la Corona del Rosario, che giorno e notte circonda il mio collo”.
Erano le 10 di sera e don Antonio si preparava per la notte. A letto, cominciò a leggere, accendendo un cero, per poter vedere bene. Poi si addormentò, dimenticando di spegnere il cero.

“Questo arse tutto, dando fuoco alla coperta e al materasso. In quel momento, pacificamente dormivo, nonostante che il fumo e il fetore della lana arsa giungeva sgradevole a mia madre, che per tre stanze era da me divisa”.
Nulla, quella notte, fu capace di svegliare don Antonio, che rischiò di ardere insieme al suo letto.

La mattina seguente, dunque, si accorse con stupore di aver dormito su un letto carbonizzato!
“Un fremito di raccapriccio mi corse per le membra, considerando il pericolo. Ma chi mai aveva potuto spegnere il fuoco, ed impedire che mi abbrustolisse o asfissiasse? Riflettei per un istante ed ecco sovvenirmi della cara medaglia della Vergine di Pompei”. (… ) “E subito scesi in chiesa a celebrare il santo Sacrificio della Messa, in ringraziamento alla Vergine di Pompei, per la grazia ottenuta”.

Da quella sera, don Antonio recitò ogni giorno il Santo Rosario, insieme a tutti i fedeli della sua parrocchia, riuniti in devozione: “Io mi propongo di perseverare sempre in questa santa pratica, per essere annoverato tra i più ferventi e zelanti propagatori del Rosario di Maria e del suo caro Santuario di Pompei”.

Antonella Sanicanti