Il miracolo di Maria, Regina dei Santi e del Rosario

MariaIn questo solenne giorno, in cui celebriamo Tutti i Santi, non possiamo certo dimenticare la Regina del cielo: Maria.

E dobbiamo ricordarla ogni giorno, pregando il Santo Rosario e ripetendo in suo nome santo. Sappiamo bene, infatti, quanto questo possa esserci di giovamento e a difesa della nostra anima. Spesso, la pratica fedele e devota, costante, della preghiera mariana ha permesso delle guarigioni impensabili. Oggi ne raccontiamo una.

Il 24 Marzo del 1889 era la vigilia della festa dell’Annunziata, che, dai fedeli di Lecce, era attesa anche come la giornata in cui recitare il primo Mistero del Rosario, relativo alla preghiera dei quindici sabati del mese, secondo la devozione del Santuario di Pompei.

Nell’Istituto di carità delle Piccole Suore Salesiane della città, si accoglievano le bambine sordomute; era appena arrivata Maria Petruni di 8 anni.
Maria, a soli 2 anni, aveva avuto una brutta caduta che le aveva lasciato un ginocchio dolorante. L’arto era rimasto debole e sembrava non volesse più guarire: “Entrata difatti nella Pia Casa di Lecce, non tardò a gonfiarsi e a impedirle di camminare. Un giorno i medici dichiararono che al ginocchio destro della infelice fanciulla si era dimostrata una delle più terribili manifestazioni della scrofola con quel malanno che chiamasi tumor bianco o gonartrocace”.

Tentarono di operarla, ma senza successo, tanto che i medici cominciarono a pensare che Maria avrebbe perso l’uso della gamba: “Intanto lo stato generale dell’inferma peggiorava sempre: il dimagrimento cresceva; una lenta febbre, effetto dell’assorbimento, logorava quella misera esistenza; la tisi era inevitabile.”

Una tale situazione suggerì ai dottori l’amputazione dell’arto, che, tuttavia, poteva essere molto pericolosa, anche letale, vista la fragile costituzione fisica della piccola.
Una Suora, che le stava sempre accanto, le aveva consigliato di pregare tanto la Vergine del Rosario, perché la salvasse, e la bambina cominciò a farlo assiduamente.
“Il 22 di Marzo 1889 la straziata fanciulla, troppo stanca delle sofferenze, nel vedere le sue compagne uscire a passeggio, e lei sempre immobile, sola, in compagnia dei suoi mali insanabili, diede in un pianto dirotto. (…) Venne il giorno 24 Marzo del 1889 (…).

La povera bimba se ne stava seduta secondo il consueto con la gamba distesa, anchilosata, tenendo a sé vicine le grucce, unico appoggio della gracile persona. (…) Suor Caterina guardava con l’occhio pietoso la fanciulla mesta, e, mossa da una fede soprannaturale che le veniva dalla Vergine, prende le grucce e le lancia in aria. Quindi, con linguaggio inteso tra loro, le dice: “Cammina, la Vergine di Pompei ti farà camminare!”.”.

Suor Caterina era colei che le aveva consigliato di chiedere la grazia alla Madonna.
La bambina, a quel comando che nulla aveva di umano, si sentì forte, fece un passo e poi l’altro e riuscì nuovamente a camminare, a correre, a salire su e giù per le scale, davanti alle altre bambine e alle consorelle ancora incredule.
La testimonianza di questa guarigione miracolosa è corredata da una relazione medica del Dottor Oronzio Fiocca di Lecce, nonché dalla firma del Direttore, don Filippo Smaldone, della Superiora e di altre Religiose dell’Istituto in cui la bambina risiedeva.

Antonella Sanicanti

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