Se apri il mio cuore ci trovi la Madonna delle Grazie

Se apri il mio cuore ci trovi la Madonna delle Grazie
Madonna delle Grazie-Nemoli

Un sacerdote, una volta, disse: “Se si apre il cuore dei nemolesi, ci si trova la Madonna delle grazie”.
La devozione alla Vergine è diffusissima in ogni parte del mondo, anche tra i non cristiani, e ci sono poi delle piccole realtà, come quella di un minuscolo paesino della Basilicata chiamato Nemoli, che custodisce una tradizione secolare, di affetto e di ammirazione alla Mamma Celeste.

Sull’altare maggiore della piccola chiesa del paese, troneggia la statua di una Madonna bizantina, col volto olivastro e risalente al XIV secolo, che, dall’alto, veglia sui suoi figli e sembra essere attenta ad ogni loro impeto.
Al lato destro dell’altare, una statua del XIX secolo, viene puntualmente adornata e preparata alla processione del 2 Luglio.

Si racconta che fu fatta costruire (quest’ultima) per lasciare sempre al suo posto quella sull’altare, poiché essa aveva dato segno, più volte, di non voler lasciare il proprio sito: se, infatti, cercavano di portarla per le vie del paese, cominciava inspiegabilmente a piovere, tanto che, negli anno ’60, in un momento di estrema siccità, venne appositamente spostata. Puntualmente, piovve!

E quello, nel corso della storia nemolese, non è stato l’unico segno che ha fatto percepire che la Madonna volesse sostare proprio li, nei cuori di un piccolo agglomerato di fedeli.
La statua bizantina, infatti, venne trovata scavando sotto un cespuglio di ginestre fiorito.
Ad una pastorella, in un giorno imprecisato di Maggio (nel XV secolo), era stato indicato di scavare proprio li, da una Signora che le era apparsa dinanzi all’improvviso e, accarezzandole in viso, le aveva lasciato il segno della mano.

La ragazza veniva chiamata Ranonia, perché, a causa di un difetto di pronuncia, il suo modo di parlare risultava come il gracidare delle rane.
Quello indicatole dalla Signora era il luogo dove secoli prima, probabilmente, sorgeva un Monastero Benedettino.

All’epoca, Nemoli (chiamata allora Bosco, come boschesi i suoi abitanti) era una contrada di un paese vicino, Rivello, perciò la statua trovata venne portata nella chiesa principale, come il sacerdote aveva disposto.

Con grande stupore di tutti, e per più di una volta, quella statua ritornò a Bosco, finché non si concesse, all’esiguo gruppo degli abitanti, di tenere la Madonna con se e di costruire, introno a quella prima chiesa, una piccola comunità, che in seguito sarà comune a se stante.
La Madonna ha scelto Nemoli, ha scelto ognuno dei suoi figli e non possiamo che esserne fieri, per l’eternità.

Preghiera alla Madonna delle Grazie

O Maria, nel mistero della sua benevolenza, il Signore Dio ti ha voluta Madre e socia del Redentore, per continuare nella Chiesa la tua missione materna di intercessione e di perdono, di protezione e di grazia, di riconciliazione e di pace.
Per la potenza delle tue preghiere, il popolo fedele ricorre con fiducia a te, Vergine Maria, nei rischi e nelle ansie della vita e ti invoca incessantemente Madre di misericordia e dispensatrice di grazia. Accompagnaci a Cristo, vero Dio e vero uomo, ricchezza di tutte le grazie. Amen.

Antonella Sanicanti