Medjugorje: Non avevo fede, non credevo eppure la Madonna mi ha guarito

 

 

 

C’è una credenza diffusa secondo cui Dio sceglierebbe Santi e peccatori per mostrare la sua potenza, niente è più distante dalla realtà. Dio sceglie chi vuole, anche la persona più comune, per dimostrare il suo grande amore nei nostri confronti.

 

Come testimonianza di ciò vi raccontiamo di seguito il più grande miracolo avvenuto sulla collina di Medjugorje grazie all’intercessione della Madre di Gesù: parliamo chiaramente della guarigione di Arthur P Boyle, credente e praticante abitudinario che aveva perso la fede a causa di una malattia (un tumore) che lo aveva ridotto in fin di vita (la storia della vita e della guarigione di Boyle la potete trovare nel libro biografico “Sei mesi di vita”).

 

Sposatosi molto giovane con la moglie Judy, Arthur, che per tradizione familiare era cattolico, è sempre stato un uomo generoso e disposto al sacrificio ma mai un fervente cattolico. La moglie Judy, al contrario, era una praticante e lo ha coinvolto in diverse attività per la comunità. La loro vita scorreva tranquilla fino a che non si sono ritrovati a lottare con l’autismo del loro secondogenito, l’iniziale difficoltà però è stata superata, neanche la morte dell’ottavo figlio nel 1986  ha inclinato la serenità della loro famiglia, ma tre anni più tardi si verificherà un evento che cambierà la sua vita: nel 1989 gli viene diagnosticato un carcinoma e sarà costretto ad operarsi.

 

Tutta la famiglia si stringe attorno a lui, la moglie lo porta in Chiesa per pregare anche se il marito è ormai privo di forze, Athur racconta: “Per la prima volta in vita mia pregai con il cuore. Mi lasciai andare completamente e consegnai tutto il mio dolore a Dio. E in quel momento ebbi la sensazione di essere colpito”. Nessuno si vuole rassegnare alla sua scomparsa e la notte prima dell’operazione viene organizzata una veglia di preghiera dove partecipano tutti gli amici, i parenti ed anche i parrocchiani che lui non conosceva, questo gli diede la forza di affrontare l’operazione e tutto andò per il meglio.

 

Purtroppo, però, il male si ripresenta 8 mesi dopo più forte che prima, questa volta i medici sono scettici sulle possibilità del paziente e gli dicono che l’unica cosa che possono fare è dargli qualche mese di vita in più con una seconda operazione. La moglie nel frattempo organizza un altro esercito di preghiera, ma Arthur sconsolato non crede più nella sua efficacia. Un amico con un tentativo disperato lo convince a seguirlo in un viaggio di fede a Medjugorje prima dell’intervento chirurgico.

 

L’arrivo nel paesino bosniaco li sorprende, un aura di serenità li avvolge e l’umore di Arthur schizza alle stelle, mentre era con l’amico in un negozietto intento a comprare croci e rosari incontra una veggente che accetta di pregare su di lui. Estatico, Arthur si incammina sul percorso che porta sulla collina del Krizevak e per la prima volta nella sua vita mostra il suo estremo dolore inginocchiandosi davanti alla croce e chiedendo in lacrime il miracolo: “Per una volta manifestai la mia debolezza e mi umiliai. Mi inginocchiai nel fango ai piedi della croce…piansi disperatamente e supplicai il Padre celeste di avere pietà di me”.

 

Alla festa della natività di Maria, Arthur era convinto di essere guarito (la sera prima aveva sentito un forte dolore al polmone) e dice alla moglie di volersi sottoporre ad una serie di analisi, Le analisi danno esito negativo, il tumore era ancora presente, ma lui è convinto che guarirà, così, due giorni prima dell’operazione (il 12 settembre) i due coniugi richiedono una tomografia dalla quale sorprendentemente risulta che il tumore si è ritirato completamente. Il medico sorpreso, lo avvisa che con ogni probabilità si ripresenterà ma a distanza di 16 anni da quell’evento Arthur gode di ottima salute.