Mons. D’Ercole: Medjugorje, luogo di tenerezza di una Mamma

A tu per tu con Monsignor Giovanni D’Ercole, parliamo di Misericordia.

In pellegrinaggio a Medjugorje, nel giorno della festa della Divina Misericordia, istituita da san Giovanni Paolo II, uno piacevole scambio di battute con l’arcivescovo di Ascoli Piceno.

D'ercole Medjugorje

Ho incontrato Monsignor Giovanni D’Ercole a Medjugorje, era la domenica della Divina Misericordia. Ha presieduto la Messa delle nove del mattino, nella chiesa di san Giacomo, gremita di italiani. Al termine, mentre me ne stavo seduta fuori ad aspettarlo per l’intervista, osservavo con quanta disponibilità, pazienza e gratuità di cuore, parlava con tutti quelli che lo avvicinavano, davvero tanti!

Chi per una preghiera, chi per un saluto o semplicemente una foto. Se ero rimasta colpita dalle sue parole durante la celebrazione liturgica, ancora di più dalla sua testimonianza sul “campo”, in mezzo alla gente. Capivo più che mai, quanto sono preziosi i pastori che stanno con le loro pecore, e le guidano. E perché sono così attaccati. Non per niente, la Madonna a Medjugorje, nei suoi messaggi, ci ripete, incessantemente, di pregare per loro.

Medjugorje festa della Divina Misericordia
Mons. D’Ercole con Simona Amabene

Medjugorje immagine della Chiesa

Oggi, domenica della Divina Misericordia, si trova qui a Medjugorje, proprio nel luogo dove milioni di persone provenienti da tutto il mondo sperimentano la Misericordia di Dio. Che cosa rappresenta Medjugorje per la Chiesa e per l’umanità?

A mio modo di vedere Medjugorje è un pò l’immagine della Chiesa che risponde alle attese di questo momento. Medjugorje non è un santuario, ma una parrocchia, che ha le porte aperte a tutti, dove le persone di diverse nazioni si incontrano per celebrare la stessa Eucarestia, in tutte le lingue. Medjugorje è il luogo dove la Madonna è una presenza consolatrice, confortatrice. E’ la presenza di una Mamma che si fa presente costantemente. Per qualcuno questo, sembra essere una difficoltà. Per me è un segno di tenerezza per questi nostri tempi in cui siamo impauriti, confusi da come vanno le cose e abbiamo bisogno di sentirci uniti.

Medjugorje collina apparizioni

Medjugorje realizza il nostro bisogno di pace che nasce dall’incontro con Maria, è un posto di ristoro per molta gente. A Medjugorje due cose sono sempre presenti: preghiera e silenzio. E’ l’immagine della parrocchia, che diventa un modello per le altre parrocchie, che valorizza la liturgia di ogni giorno, senza fare cose straordinarie ma dà la possibilità a tutti di recitare il Rosario, di partecipare alla Messa, all’adorazione e alle catechesi per ascoltare la parola di Dio. Sono questi i punti fondamentali!

Le due prospettive

Durante la sua Omelia ha parlato dell’importanza di fare spazio alla volontà di Dio che ci dà ciò di cui abbiamo bisogno per il nostro vero bene, e non ciò che desideriamo. Mi viene in mente una sua intervista a Enrico Petrillo, marito di Chiara Corbella, ospite in studio al programma “A sua immagine”. Chiara è l’esempio concreto di chi è stata capace di fare spazio a una volontà umanamente incomprensibile. E dalla sua disponibilità, è scaturito un fiume di grazia. Ma come si fa a fare spazio a Lui?

Le cose appaiono complicate ma in realtà sono molto semplici. Si tratta di decidere se uno deve avere in mano il timone della sua vita, oppure lo mette nelle mani di Dio. E lui è passeggero della sua stessa vita, sapendo che ha un Dio Padre che progetta, che lo accompagna.

Ci sono due prospettive nella vita. Una è quella di essere noi dio, è di servirci del dio che abbiamo in mente noi. E’ la prospettiva che non porta da nessuna parte. Però nel mio modo di vedere, è nel cuore di molti cristiani. Per esempio vengo a Medjugorje, per avere la grazia, per questo, per quello. Mentre noi dovremmo venire a Medjugorje per chiedere che si compia la Volontà di Dio. Entrare in un’altra dimensione. E’ come morire e rinascere. Morire alla propria volontà e rinascere alla Volontà di Dio. E’ morire ai nostri sogni per far si che si realizzi il sogno di Dio, che è sempre più grande di quello che noi possiamo immaginare.

Medjugorje, condiviso il programma estivo di preghiera
(Getty Images)

Ci vuole umiltà

Una partita che si gioca fondamentalmente su due piani. Il primo è quello di una grande umiltà: la consapevolezza che da soli non possiamo nemmeno sapere che cosa ci sia utile o no. Convincersi di questo, getta le basi per una relazione con Dio diversa da quella di un Dio col quale stabiliamo un commercio. Ti do questo perché tu mi dia questo. Seconda cosa, questa umiltà che è poi la verità della tua vita, porta ad accettare le tue fragilità, le tue povertà, ad accettarti così come tu sei. La tentazione per tutti, e ahimè molti ci cadono in un modo amaro, è proprio quello di non amarsi. E oggi soprattutto sotto la spinta prepotente della moda, della pubblicità, di tutta questa cultura che vuole convincerti che tu non vali se non sei il mito, se non rispecchi certi canoni. Se uno accetta se stesso, ha già risolto tre quarti del problema. Arrivato a questo punto, scopre di vedersi con gli occhi di Dio e di sentirsi amato. E di conseguenza è spinto ad amare gli altri, così come sono, non a volerli cambiare.

misericordia - Gesù Misericordioso

Da Medjugorje: Il vero significato di Misericordia

Oggi la parola Misericordia è spesso fraintesa, strumentalizzata, tanto da confondere l’amore con l’egoismo, il bene col male, un desiderio con un diritto. Cosa pensa di questa tendenza?

Si è tutto vero oggi viviamo in una grande confusione , dove il tema di fondo è non sapere riconoscere cos’è bene da cos’è male. Non riuscire a capire cos’è la verità, e ridurla all’opinione di un singolo che se la sceglie secondo le condizioni, e situazioni in cui vive. A mio modo di vedere la misericordia è un termine che viene usato in tutte le salse.

Però la Misericordia è Dio, è Dio Persona, è Dio Spirito Santo che manifesta tutta la tenerezza di Padre nei nostri confronti. E’ proprio questa tenerezza che tocca il nostro cuore. In questa prospettiva io mi apro all’altro. Comprendo anche le situazioni più drammatiche che esistano, per approcciarle con la stessa attitudine con cui Dio rispetta la mia libertà. Mi rivolgo all’altro senza pretendere di opprimerlo. Rispetto la sua identità, ma gli manifesto la Verità. Oggi spesso, purtroppo, per misericordia si intende andare incontro a tutte le attese pericolose che poi creano delle schiavitù. Invece di annunciare la Verità che rende liberi.

Medjugorje, Festa della Divina Misericordia: il ricordo di San Giovanni Paolo II

La festa della Divina Misericordia fu voluta e istituita da san Giovanni Paolo II nel 1992. Un suo ricordo di lui?

Ne ho diversi perché ho lavorato per diversi anni accanto a lui. Ma un ricordo che mi ha sempre profondamente colpito fu il suo amore, la sua difesa per la famiglia. Ripeté più volte che la famiglia fondata sul matrimonio, istituito da Dio, non creato dall’uomo, è l’ultimo baluardo a difesa della civiltà. E per questo era convinto di aver affrontato grandi problematiche, l’attentato, e tante altre. Satana si è scatenato contro di lui perché ha difeso la famiglia.

Ma una cosa certa, alla base di tutto ciò che facciamo, è che noi abbiamo già vinto. Siamo combattenti di una battaglia di cui sappiamo già l’esito. E quindi con questa forza, dobbiamo dare il massimo. La vittoria viene compiuta da Dio, è Sua. Ma attende anche il nostro contributo, non perché ne abbia bisogno ma per darci la gioia di essere vittoriosi con Lui.

Simona Amabene

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IL VIDEO DELL’OMELIA dal canale YouTube di medjugorjetuttiigiorni.com

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