Medjugorje, messaggio per oggi: “Accettate e vivete i miei messaggi”

La Madonna nel suo messaggio del 25 novembre 1992, per il tramite della veggente Marija, ci richiama a fare un uso responsabile dell’immensa grazia, della sua presenza in mezzo a noi. 

Sono i preziosi insegnamenti che abbiamo la grazia di attingere alla Sua scuola della preghiera.

La statua della Madonna sulla Collina delle apparizioni a Medjugorje
Messaggio per oggi da Medjugorje

Questo tempo, che dura dal 24 giugno 1981, è caratterizzato da un avvenimento che è unico nella storia dell’umanità, la presenza della Madonna in mezzo a noi, a Medjugorje.

Messaggio di Medjugorje del 25 novembre 1992 alla veggente Marija

“Cari figli, oggi come mai vi invito a pregare. La vostra vita diventi in pienezza la preghiera. Senza amore non potete pregare. Perciò vi invito per prima cosa ad amare Dio, Creatore della vostra vita e dopo riconoscerete ed amerete Dio in tutti, come Lui ama voi. Cari figli, questo è grazia: che Io sono con voi. Perciò accettate e vivete i miei messaggi per il vostro bene. Io vi amo e perciò sono con voi per insegnarvi e condurvi verso una nuova vita di rinuncia e di conversione. Solo così scoprirete Dio e tutto quello che adesso vi è lontano. Perciò pregate, figlioli. Grazie per aver risposto alla mia chiamata!”. 

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Riflessione

La Madonna ci invita a riflettere sull’immensa grazia di questo tempo, unico nella storia dell’umanità, in cui Dio ci fa dono della sua presenza in mezzo a noi, e ci richiama a farne buon uso. Quindi ad accogliere e a vivere i suoi messaggi, che sono preziosi consigli di una Madre che vuole la vera felicità per i suoi figli.

Perciò pregate, figlioli” dice la Madonna, per trasformare la nostra vita in preghiera, ciò significa vivere la nostra quotidianità in continua relazione con Dio, consapevoli che Lui ci è vicino in ogni istante.

Inoltre Lei ci invita a mettere l’amore al primo posto, esso è il motore che muove tutto, anche la nostra preghiera affinché non si riduca a un’esecuzione sterile ed esteriore, priva della sua essenza, ma sia uno slancio continuo verso Dio, che si concretizza poi nella vita di tutti i giorni, nell’andare verso l’altro, a cominciare da chi ci è più vicino.

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