MEDITIAMO LA CREATURA PIU’ BELLA DELL’UNIVERSO!!

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MARIA Come il nome « Gesú » che significa « Salvatore » esprime tutto l’essere e tutta la missione di Gesú; cosí il nome di Maria esprime tutto l’essere e tutta la missione di Maria. Come fu Dio stesso che per mezzo dell’Angelo disse a Maria il nome che doveva mettere al suo figlio, cosí fu Dio stesso che ispirò ai genitori di Maria (Maryàm) il nome da mettere alla figliuola. Maria significa: “principessa, signora amata,padrona ” 1. Signora Infatti Maria era destinata da Dio ad essere la signora e la regina della terra e dei cieli. La creatura piú grande, piú bella, piú buona, piú potente dei cieli e della terra. Dice san Bernardo: « Dio volle che noi avessimo tutto per mezzo di Maria ».

MARIA NEL VANGELO

Maria, pur essendo la creatura piú grande e piú santa della terra, è la persona piú discreta del Vangelo. Vi appare il meno possibile; vi appare solo per quel tanto che a Dio è necessario per mostrare la missione affidatale nei riguardi di Gesú e della Chiesa. Eppure bastano pochissimi tratti per farcela pienamente conoscere e ammirare.

La piena di grazia

Luca ce la presenta nella sua povera casetta di Nazareth quando l’Arcangelo Gabriele la saluta: «Ave, Maria, piena di grazia, il Signore è con te ». Proclamando Gabriele: «Maria piena di grazia », è Dio stesso che tale la proclama: tutte le bellezze, tutte le perfezioni, tutti i doni di Dio, tutte le grazie sono in lei. Tutto questo fu reso possibile perché lei esercitò tutte le virtú nel grado massimo possibile.

La Vergine

Dice Luca: «A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. L’Angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesú” » (Lc. 1,29-31). Qui appare in Maria una virtú sconosciuta allora agli uomini: quella della sua verginità da lei consacrata a Dio; diversamente non c’era motivo per lei di chiedere come poteva divenire madre di Gesú.

L’Immacolata

Per attuare questo suo disegno Dio aveva bisogno di un punto franco, degno di lui; un punto che non fosse appartenuto a nessuno, un punto che non sarebbe appartenuto a nessuno. Non era degno di Dio incarnarsi in una creatura che fosse stata prima o dopo toccata da qualcuno e che per conseguenza avesse una qualsiasi inclinazione al male; peggio ancora, che fosse appartenuta sia pure per un momento a Satana o a qualche uomo, che fosse stata solo sfiorata da Satana. Per questo la volle immacolata fin dalla sua concezione e vergine prima, durante e dopo il parto. Su questo punto ci furono per diversi secoli lunghe polemiche tra i teologi. Tanti dicevano: giacché Gesú è il salvatore di tutti e lo è anche di Maria, bisognò che Maria avesse avuto il peccato originale dal quale Gesú la redense. Gli altri rispondevano: come Giovanni Battista in previsione della redenzione di Gesù poté venir liberato dal peccato originale prima della nascita, cosí Maria in previsione della redenzione di Gesú poté venir esentata dallo stesso peccato fin dalla sua concezione. Chi pose quasi completamente fine a tali discussioni fu il grande filosofo-teologo francescano, il beato Duns Scoto, con tre famose domande rivolte ai teologi riuniti in un congresso, e che tolsero la parola a tutti. Potuit? – Decuit? – Ergo fecit. Cioè: – Poteva Dio preservare la Madonna dal peccato originale? – Era conveniente che lo facesse? – Allora lo ha fatto. Il domma dell’Immacolata concezione fu proclamato dal Papa Pio IX l’8.12.1854. Tale privilegio della Madonna era abbondantemente riconosciuto dai Santi Padri; come, fra l’altro, lo documenta l’antichissimo libro di preghiere dei monaci discepoli di san Basilio, in cui la Madonna è chiamata continuamente « la senza macchia ». Una copia di tale libro veniva usata nel secolo XI da san Ni- colò Politi, e si conserva parte in Adrano (Catania) e parte ad Alcara (Messina). Dio volle mandare due volte la sua SS. Ma- dre per confermare questo privilegio con cui volle arricchirla. La prima: la Madonna, apparendo a santa Caterina Labourè a Parigi nel 1830, le ordinò che facesse coniare la medaglia miracolosa. In essa c’è raffigurata la Madonna con le braccia aperte e con le mani che irradiano luce, cioè grazie. Attorno a tutta l’immagine la Madonna ordinò che fossero scritte queste parole: « O Maria concepita senza peccato originale, pregate per noi che ricorriamo a voi ». La seconda volta fu a Lourdes, nel 1858 a Bernardette Soubi- rous. Le apparizioni furono 18. Nella 16a la Madonna le rivelò chi era: «Io sono l’Immacolata concezione».

L’umile serva

« Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. E l’Angelo partí da lei » (Lc. 1, 38). Qui ancora appare l’umiltà di Maria che si dichiara la serva del Signore, cosí come Gesú sarebbe stato il servo del Signore. Matteo ci fa vedere l’abisso di umiltà di Maria. Essa non vuole rivelare neanche a Giuseppe suo sposo il dono grandioso e incredibile di essere divenuta la madre del Figlio Unigenito di Dio. Rischia cosí l’infame pericolo di venire dichiarata adultera, per cui è Dio stesso che interviene per salvare il suo onore (Mt.1,18-25). E quando Elisabetta, illuminata dallo Spirito Santo, la proclama madre del suo Signore, Maria lungi dal compiacersene ne dà la lode e il ringraziamento all’infinita bontà e misericordia di Dio e, come annientata nella sua umiltà, esplode in quel meraviglioso cantico di lode e di riconoscenza al Signore che è il Magnificat.

La Madre di Dio

È ancora l’Arcangelo Gabriele che proclama Maria madre di Dio: « Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesú. Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo Padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine. Allora Maria disse all’Angelo: “Com’è possibile? Non conosco uomo”. Le rispose l’angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Co- lui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: nulla è impossibile a Dio » (Lc. 1,31-37). (Zaccaria dubita ) La fede nella divina maternità di Maria c’è stata sempre nella Chiesa ed è testimoniata da tutti i Santi Padri, fin dai tempi apostolici. Basta ricordare quanto dicono: S. Ignazio martire: « Gesú nacque da Maria e da Dio » (Lettera agli Efesini, 7, 2). S. Giustino: « Il Figlio di Dio ha acconsentito a farsi carne e a nascere dalla Vergine della razza di Davide » (Dialogo con Trifone, 45,4). S. Ireneo nel suo libro Adversus Haereses parla oltre 100 volte della Vergine Maria, dice che l’Emanuele, cioè il Dio con noi, è nato da lei; e di Gesú dice: « Egli ha ricapitolato in sé la carne dell’uomo, un tempo da lui modellata, per uccidere il peccato, annientare la morte e vivificare l’uomo » (pag. 328). Il motivo di tale fede è di immediata evidenza: quel Gesú che è nato da Maria è non solo uomo, ma anche Dio; quindi Maria è madre di Dio. La Chiesa non dice che la Madonna ha dato la vita a Dio; dice soltanto che quel Gesú che è nato da Maria, è una sola persona che è contemporaneamente uomo e Dio; e che solo in tal senso essa è la Madre di Dio.

La ripiena di carità

Solo alcune cose ci dice il Vangelo: esse bastano per farci vedere la carica immensa di carità che vive nel cuore di Maria. L’Angelo le fa sapere che sua cugina Elisabetta è incinta, al 6° mese. Maria subito pensa: come farà la cugina, anziana, sola, nelle montagne (o alture) di Ebron dove vive col marito? E subito parte in fretta per assisterla e per servirla fino al parto. L’evangelista Giovanni ci narra il primo miracolo di Gesú (Gv. 2). Esso avvenne a Cana di Galilea, dove Maria e Gesú con i suoi discepoli erano stati invitati a un matrimonio. Durante il matrimonio, forse per il sopraggiungere dei discepoli di Gesú, manca il vino. La prima ad accorgersene è Maria perché lei vive sempre amando gli altri: lo dice a Gesù perché faccia il miracolo. Gesú risponde che non è giunta la sua ora. Maria gli forza la mano e gli fa anticipare i tempi: dice ai servi di rivolgersi a Gesú; Gesú, perché non faccia cattiva figura sua madre, dice a quei servi di riempire le idrie di acqua e quindi cambia quell’acqua in vino.

L’Assunta

Qualche giorno dopo che morí, la Madonna fu risuscitata da Gesú e assunta in cielo. Anzi nelle piú antiche tradizioni giudeo-cristiane non si parla di morte della Madonna, ma di dormizione. Ne parlano i santi Padri e i piú antichi libri apocrifi, quali il Transitus Mariae e la Dormizio Mariae. San Giovanni Damasceno dice: « Colei che nel parto aveva conservato illesa la sua verginità, doveva anche conservare senza alcuna corruzione il suo corpo dopo la morte. Colei che aveva portato nel suo seno il Creatore, fatto bambino, doveva abitare nei tabernacoli divini. Colei, che fu data in sposa dal Padre, non poteva che trovar dimora nelle sedi celesti. Doveva contemplare il suo Figlio nella gloria alla destra del Padre, lei che lo aveva visto sulla croce, lei che, preservata dal dolore quando lo diede alla luce, fu trapassata dalla spada del dolore quando lo vide morire. Era giusto che la Madre di Dio possedesse ciò che appartiene al Figlio, e che fosse onorata da tutte le creature come Madre ed ancella di Dio ». San Germano di Costantinopoli dice: « L’incorruzione e l’assunzione al cielo del corpo della Vergine Madre di Dio, non solo convenivano alla sua divina maternità, ma anche alla speciale santità del suo corpo verginale: “Tu, come fu scritto, sei tutta splendore” (Sal. 44, 14); e il suo corpo verginale è tutto santo, tutto casto, tutto tempio di Dio. Per questo non poteva conoscere il disfacimento del sepolcro, ma, pur conservando le sue fattezze naturali, doveva trasfigurarsi in luce di incorruttibilità, entrare in una esistenza nuova e gloriosa, godere della piena liberazione e della vita perfetta ». Di questa fede, risalente ai tempi apostolici, ne danno conferma gli scavi archeologici, come documenta uno dei piú grandi archeologi moderni dei Luoghi Santi, il Padre Bellarmino Bagatti, nella sua opera Alle origini della Chiesa: Per tal motivo il Papa Pio XII l’1.11.1950 proclamò domma la fede, sempre tenuta nella Chiesa, sull’Assunzione della Madonna in anima e corpo. La Madonna del canto suo ha fatto vedere ripetutamente che si trova in paradiso in anima e corpo. Una donna che ebbe la fortuna di toccare la Madonna fu santa Caterina Labourè. Stando nel convento di Rue Le Bac di Parigi, un angelo, la notte del 19.7.1830, la sveglia e la invita a seguirlo. La santa indossa subito la veste e lo segue. L’angelo la precede facendo luce e aprendo le porte; attraversa il corridoio ed entra nella cappella del convento. La cappella è illuminata a giorno. Due angeli portano una poltrona e la mettono nella predella dell’altare. La Madonna scende dal cielo, va a sedere nella poltrona, guarda sorridente suor Caterina e la invita ad accostarsi a lei. Suor Caterina s’avanza, si va a inginocchiare avanti la Madonna e appoggia le sue mani giunte sulle ginocchia della Madonna. La Madonna gliele stringe e le fa poggiare il capo sulle sue ginocchia. Furono per santa Caterina momenti di una felicità smisurata. Quindi la Madonna le disse di far coniare la medaglia miracolosa. Nei nostri giorni i sei giovani di Medjugorje hanno avuto la stessa fortuna. Sono Vicka, Jakov, Ivan, Marija, Mirjana, Ivanka. Nelle quotidiane apparizioni iniziate il 24.6.1981 spesse volte essi hanno avuto la gioia di toccare la Madonna. Dicono che lei ha un corpo solido e che toccandola sentono nel proprio corpo come delle tenui vibrazioni che danno loro delle sensazioni dolcissime di una immensa felicità.

Bellezza della Madonna

La bellezza della Madonna è certamente senza eguali, ma vediamo cosa dicono i veggenti a Medjugorie: « Il suo vestito era grigio, il velo bianco, la corona di stelle, gli occhi azzurri, i capelli azzurri, gli zigomi rossi, ed era sollevata da terra. Sotto il velo ho visto che i capelli erano un po’ piegati. Ci è apparsa gioiosa e sorridente ». Un’altra dice: « I suoi capelli sono neri, leggermente mossi, gli occhi celesti. La figura slanciata! È stupenda, avrei voglia di guardarla sempre. Sulla testa ha un velo bianco, il suo vestito… non so dirvi se è grigio, oppure color beige, ma non è neppure beige, è diverso dai colori che conosciamo. La voce è molto calda ed armoniosa, sembra un canto! ». Un altro dice: « Non posso descrivere quanto è bello il suo viso. Gli occhi azzurri, i capelli neri, che si intravvedono appena. Non è troppo alta, né bassa. Pare abbia 19/20 anni. Il vestito è grigio, il velo bianco, la corona di stelle ». E un’altra dice: « Il primo giorno era lontana da noi, ne abbiamo visto solo l’ombra e ci è sembrato che tenesse qualcosa tra le braccia. Era molto bella, una bellezza extraterrestre. Ho visto i suoi occhi azzurri molto belli, di colore chiaro. Ci guardava con infinita benevolenza. La faccia era bellissima, gli zigomi rossi, i capelli neri e un po’ piegati. Il suo vestito era colore del cielo ». E’ interessante sapere che sebbene la Madonna sia assunta in cielo a 6o anni, nelle apparizioni di Lourdes, di Fatima e delle altre parti appare sempre di circa 20 anni. Ciò significa che nella resurrezione saremo tutti giovani e tali rimarremo eternamente. Quanto sia grande la bellezza della Madonna lo possiamo anche desumere da questi fatti. a) Santa Bernardette Soubirous un giorno arrivò quasi a morire. Le furono amministrati il viatico e l’unzione dei malati. Dopo qualche giorno guarí e allora si mise a piangere. Interrogata perché piangesse, rispose: « Perché sono guarita. Voi non sapete quanto è bella la Madonna e non potete avere il desiderio ardente di andare a vederla per sempre ». Dopo alcuni anni, caduta nuovamente ammalata gravemente, la superiora la invitò a ricevere il sacramento dell’unzione dei malati. Santa Bernardette rispose di no, perché altrimenti sarebbe guarita di nuovo. La superiora rispose che stesse tranquilla, che ricevesse il sacramento dell’unzione dei malati, che tutte le suore avrebbero pregato perché morisse e che sarebbe morta di sicuro. S. Bernardette allora acconsentí e ricevette l’unzione dei malati, mentre le suore pregavano per lei. Dopo poco tempo morí col sorriso in bocca, felice di andare a vedere per sempre la Madonna.  Alla domanda fatta da una veggente di Medjugorie: Perché sei cosí bella? – Perché amo, rispose la Madonna. Se volete diventare belli come me dovete amare. L’amore è un dono dello Spirito. Possono averlo coloro che si aprono a Dio. Ma chi è che ama? Chi pensa sempre all’amato, chi non si annoia mai di lui, anzi vuole vivere sempre con lui, chi cerca di rendersi sempre gradito a lui e pian piano acquista i suoi gusti e la sua mentalità, chi fa quanto lui desidera, chi vuole il bene di lui e fa sempre gli interessi di lui. Dice un proverbio latino: « L’amore o trova uguali o rende uguali ». La Madonna ha amato cosí: è vissuta sempre unita a Dio con la preghiera, come ora vive immersa in Dio; ha fatto sempre la volontà di Dio cosí perfettamente da non avere altra volontà che la volontà di lui; è divenuta la piú perfetta immagine umana della bontà di Dio e la piú perfetta imitatrice delle virtú di Gesú; ha fatto il vuoto piú totale nel suo cuore, cosí da riempirlo totalmente di Dio; ha amato tanto ciò che Dio ama, cioè tutti gli uomini, da sacrificare per salvarli il suo Figlio e se stessa e da non stare a godersi la sua felicità in paradiso, ma da piangere e da intervenire continuamente per cercare di salvarli tutti; è vissuta unicamente per Gesú, come ora vive in cielo unicamente per preparare e affrettare il suo trionfo. Quando in un’anima entra l’amore, quell’anima ha sete continua di Dio, ha sete di ascoltarlo, di parlare con lui, ossia di pregarlo, di riceverlo nella Comunione, di imitare Gesú, di lavorare con tutte le forze per farlo conoscere e amare. Chi ama veramente il prossimo fa ogni sforzo per non far morire nessuno di fame e per non fare andare nessuno all’inferno. Con questi ultimi messaggi di Medjugorje la Madonna ha voluto ricordarci che in paradiso la grandezza della nostra intelligenza e dalla nostra felicità e la bellezza del nostro corpo saranno proporzionate al grado di amore di Dio e di amore del prossimo che avremo raggiunto in terra

Il silenzio

Ce la mostra col suo esempio. Essa è la creatura del silenzio. Non parla per poter stare sempre unita a Dio. Parla solo quando è necessario; parla quando c’è da fare del bene. Dice san Giacomo: « Chi non sbaglia con la lingua è un uomo perfetto » (Gc. 3,2). « Se uno crede di essere religioso senza tenere a freno la sua lingua, egli inganna se stesso e la sua religione è vana » (Gc. 1, a6). Il programma dei santi è: parlare a Dio degli uomini; parlare agli uomini di Dio. Col silenzio possiamo esercitare tutte le virtú: Il silenzio è mitezza. Il silenzio è misericordia. Il silenzio è pazienza. Il silenzio è umiltà. Il silenzio è fede. Il silenzio è adorazione.