Santa Margherita Maria Alacoque e la visione delle anime del Purgatorio

Margherita Maria AlacoqueSanta Margherita Maria Alacoque vide le anime in pena del Purgatorio

Molti sono i Santi e i mistici che hanno avuto, nel corso della loro esistenza, delle anticipazioni di quella che sarebbe stata la vita oltre la vita.
Loro hanno potuto vedere, specialmente, quella che è la condizione dalle anime non ancora redente, che sostano nel Purgatorio e che scontano le pene per i peccati che non sono stati ancora loro rimessi.

Quelle visioni servirono -e servono tutt’ora- a far comprendere ai fedeli quanto sia importante condurre, su questa terra, una vita irreprensibile e pregare per la liberazione delle anime del Purgatorio, che, a loro volta, aiutano le nostre richieste di intercessione a raggiungere Dio.

Anche Santa Margherita Maria Alacoque (1647-1690) ebbe l’occasione di vedere il Purgatorio. Lei è la Santa grazie alla quale si è maggiormente diffusa la devozione al Sacro Cuore di Gesù e la pratica del primo venerdì del mese, secondo la promessa fattale da Gesù stesso: “Io ti prometto, nell’eccesso della misericordia del mio Cuore, che il mio amore onnipotente concederà la grazia della penitenza finale a tutti coloro che si comunicheranno il primo venerdì del mese, per nove mesi di seguito. Essi non morranno nella mia disgrazia, ne senza avere ricevuto i Santi Sacramenti e, in quegli ultimi momenti, il mio Cuore darà loro un sicuro asilo”.

In merito al Purgatorio e alle anime che li sostano, Santa Margherita Maria Alacoque scrisse: “Mentre ero davanti al Santissimo il giorno del Corpus Domini,d’improvviso mi si presentò davanti una persona tutta avvolta dalle fiamme, i cui ardori mi penetrarono così fortemente che mi sembrava bruciassi con lei.

Lo stato pietoso, in cui mi fece vedere che si trovava in Purgatorio, mi fece versare molte lacrime. Mi disse che era quel religioso benedettino che una volta aveva ascoltato la mia confessione e mi aveva ordinato di ricevere la santa Comunione; per compensarlo di un consiglio tanto utile, Dio gli aveva permesso di rivolgersi a me, perché gli dessi sollievo nelle sue pene, chiedendomi per tre mesi tutto ciò che avrei potuto fare e soffrire”.

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Antonella Sanicanti