Ecco l’uomo salvato da Padre Kolbe: Franciszek Gajowniczek

l’uomo salvato da Padre Kolbe

L’uomo salvato da Padre Kolbe si chiamava Franciszek Gajowniczek.
Nel campo di concentramento di Auschwitz, San Massimiliano Kolbe offrì la sua vita, per salvare quella di un padre di famiglia.
Franciszek Gajowniczek era un cattolico polacco, aveva una moglie e due figli. Era stato imprigionato dalla Gestapo, in quanto soldato, mentre difendeva la propria patria dai nazisti.

In quell’Agosto del 1941, si trovava dello stesso settore di Padre Kolbe e, quando un prigioniero riuscì ad evadere, 10 di loro vennero destinati a subire una punizione esemplare: la morte per fame. Franciszek Gajowniczek aveva il numero 5659 e fu chiamato alla condanna: “L’ufficiale era di fronte a me e mi ha indicato. Sapevo di essere stato scelto per morire”.

L’uomo salvato da Padre Kolbe ha preso il suo posto a Niepokalanów

“Sono un sacerdote cattolico dalla Polonia; vorrei prendere il suo posto, perché lui ha una moglie e dei figli” -urlò allora il numero 16670. Era Padre Kolbe, che rimarrà senza cibo per due settimane, chiuso in un bunker, prima di essere giustiziato con una siringa di acido fenico in vena, mentre inneggia: “Ave, o Maria …”.
Il 25 Ottobre del 1944, Franciszek Gajowniczek, fu liberato dagli Alleati, insieme ad altri prigionieri, e passò il resto della sua vita con la moglie. Purtroppo i figli non sopravvissero alla guerra.

Il 17 Ottobre del 1971, Papa Paolo VI invitò Franciszek Gajowniczek a Roma, in occasione della Beatificazione di Massimiliano Kolbe.
Il 10 Ottobre del 1982, fu Papa Giovanni Paolo II ad incontrare Franciszek Gajowniczek, per la proclamazione di Massimiliano Kolbe a Santo.

Era suo “dovere raccontare a tutti dell’eroico atto d’amore di Massimiliano Kolbe”, ha sempre ripetuto Gajowniczek, mentre ricordava che quel giorno il Santo, dopo essersi offerto volontario al suo posto, “Aveva un aria soddisfatta sul suo volto e sembrava essere molto contento di ciò che stava facendo”.
Franciszek Gajowniczek è morto il 13 Marzo del 1995, a 93 anni. Il suo corpo si trova ora nel cimitero di Niepokalanów (Città dell’Immacolata), la città/convento fatta edificare proprio da Kolbe.

In quel luogo, riposano solo frati e, li, sarebbe stato sepolto anche il Santo, se le sue ceneri non fossero state disperse, insieme a quelle di altre vittime, nei forni crematori dei nazisti.
Franciszek Gajowniczek, un laico, ha desiderato prendere a Niepokalanów il posto di Kolbe e di sostituirsi a lui nella morte, in ricordo di quell’Agosto del 1941, quando il Santo aveva preso il suo posto, per dargli ancora vita.

Antonella Sanicanti