“Luca era Gay e adesso sta con lei”Ma non è il Luca della canzone di Povia

Luca Di Tolve e sua moglie Teresa, hanno testimoniato più volte, per raccontare a tutti, ciò che è accaduto loro.
Luca Di Tolve era gay, ma, durante un pellegrinaggio a Medjugorje, si convertì e sentì di poter condividere la sua vita con una donna.
Così, si è, poi, sposato, ma ha anche suscitato l’irritazione delle lobby gay, che non hanno mai visto di buon occhio la sua “trasformazione”.

In particolare, il circolo Pink-gay di Verona, tempo fa, cercò di impedire che Luca parlasse pubblicamente della sua storia, nella loro città, nella parrocchia di Monteforte.
Ricordiamo che Luca e Teresa hanno sono anche i fondatori dell’Associazione Gruppo Lot Regina della Pace Onlus (www.gruppolot.it), che ha lo scopo di “aiutare tutte le persone sofferenti, che portano dentro di sé ferite e dipendenze a livello emotivo, relazionale, di identità sessuale, di abuso e di violenza, che hanno difficoltà nell’avere sane e buone relazioni, con il fine di ritrovare la propria identità in Cristo”.

Ci sembra un ottimo presupposto, da anteporre a una serie di news anti etero che, ultimamente, si stanno perpetuando senza fine, sia in Web, che per le strade.
Luca ha scritto anche un libro, in merito alla sua situazione esistenziale dopo Medjugorje, che gli aderenti al circolo Pink-gay considerano, addirittura, “un insulto alle persone delle lobby Lgbt”.

Ma Luca è sostenuto da quanti apprezzano il suo coraggio. In quell’occasione, a Verona, il parroco, don Alessandro Bonetti, disse: “Non sarà una serata di discussione sulla tematica dell’omosessualità, ma l’ascolto della testimonianza di conversione alla fede di un uomo. Non vedo il problema”.
Vi ricordate la canzone che, nel 2009, Povia presentò a Sanremo, dal titolo “Luca era Gay”?
Che non è stata ispirata come erroneamente molti pensano, dalla storia di Luca Di Tolve. Infatti quel Luca in realtà si chiamava in un altro modo. Ricordiamo che in quell’occasione, Povia venne perfino minacciato dalle lobby gay, perché desistesse dal presentare il suo pezzo alla Nazione.

Antonella Sanicanti