La Trasfigurazione del Signore vista da Pietro.

trasfigurazione3-2

Oltre alle narrazioni dei vangeli sinottici, c’è un’altra testimonianza molto importante, riguardo la Trasfigurazione, ed è la testimonianza che ha lasciato lo stesso Pietro in una delle sue lettere.

“…Io credo giusto, finché sono in questa tenda del corpo, di tenervi desti con le mie esortazioni, [14]sapendo che presto dovrò lasciare questa mia tenda, come mi ha fatto intendere anche il Signore nostro Gesù Cristo. [15]E procurerò che anche dopo la mia partenza voi abbiate a ricordarvi di queste cose.
[16]Infatti, non per essere andati dietro a favole artificiosamente inventate vi abbiamo fatto conoscere la potenza e la venuta del Signore nostro Gesù Cristo, ma perché siamo stati testimoni oculari della sua grandezza. [17]Egli ricevette infatti onore e gloria da Dio Padre quando dalla maestosa gloria gli fu rivolta questa voce: «Questi è il Figlio mio prediletto, nel quale mi sono compiaciuto». [18]Questa voce noi l’abbiamo udita scendere dal cielo mentre eravamo con lui sul santo monte”.

(seconda lettera di San Pietro: 1, 13-18)

Testimone di simile prodigio, Pietro non può che trasmettere ad altri la sua meravigliosa esperienza. Egli è rimasto deluso dall’annuncio di Gesù, riguardo la sua passione, ed è quindi con gioia che apprende che non finirà tutto, che il Signore risorgerà, così come è apparso sul monte Tabor, con le vesti di un candore sfolgorante. E che la sua resurrezione sarà l’anticipo della nostra.

La presenza di Dio è misteriosa ma reale, come quella di Gesù nella Trasfigurazione: ad occhi umani Gesù sembrava uomo come gli altri. Invece sul monte appare in tutta la sua gloria, per preparare gli apostoli ad essere forti di fronte al dolore della passione e alla morte.

Così la testimonianza di Pietro ha valore in quanto prepara tutti noi ad essere forti di fronte al dolore, ad avere fede e ” La fede” è questo: la luce e la forza di Dio in ogni situazione della nostra vita.