la strage delle innocenti in India “50 milioni di bambine” sterminate dall’aborto selettivo

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Tutti ci commuoviamo quando il 28 dicembre si fa memoria della strage degli innocenti Erode il grande ordina l’uccisione dei bambini maschi nati nel periodo della venuta al mondo di Gesù e ne ordina lo sterminio.  Stiamo parlando al massimo di 60 bambini l’episodio cruento e sanguinoso ci lascia inorriditi.

Ora vogliamo parlarvi di una strage di dimensioni gigantesche perpetrata  ai danni di bambine che nascono in alcuni paesi come la Cina è soprattutto l’ India, nell’arco di tre generazioni mancano all’appello nello stato indiano  più di 50 milioni di persone (pari all’intera popolazione di Svezia, Austria, Belgio, Portogallo e Svizzera). Trattasi  di vittime innocenti la cui unica colpa era quella di nascere femmine può sembrare un’esagerazione ma non lo è,  i dati parlano chiaro purtroppo questo genocidio vero e proprio è stato denunciato da molti ma in modo particolare da Rita Banerji, fondatrice della campagna anti infanticidio (Cinquanta milioni che mancano all’appello) lo sterminio avviene attraverso l’aborto sistematico e anche subito dopo la nascita le bambine vengono soppresse con metodi barbari e disumani che fanno accapponare la pelle. Ormai le parole è nata femmina risuonano come una vera e propria condanna a morte e quello che dovrebbe portare gioia e felicità viene trasformato in pianto e dolore.

In India la nascita di una figlia femmina viene vista (frutto di una cultura sbagliata) come un’autentica iattura primo perchè questa non garantisce una discendenza e poi perchè mantenerle è un onere che molte famiglie non possono sopportare. Questo ha spinto il primo ministro indiano Narendra Modi a lanciare un accorato appello attraverso la campagna “Beti bachao, beti padhao” (“Salva tua figlia, educa tua figlia”).

Aggiunge Modi nelle nostre città e paesi con grande facilità i medici ricorrono all’aborto su soggetti femminili e si rivolge con dolore alle madri che con tanta facilità eliminano le loro creature  «Non abbiamo il diritto di uccidere le nostre figlie (…) Il primo ministro di questo paese vi prega di risparmiare la vita delle vostre figlie» e continua «Dobbiamo cambiare il nostro modo di pensare e smettere di credere che i ragazzi siano meglio delle ragazze» le conseguenze di questi terribili atti saranno disastrose e scongiura i medici ad adoperarsi per cercare di salvare di vite umane e non  eliminarle.

Adesso forniremo dei dati agghiaccianti  Gli aborti praticati dal 1980 al 2010 sono stati 12 milioni questo vale per le caste benestanti che si possono permettere dei controlli prenatali quindi venendo prima a conoscenza del sesso del nascituro provvedono, mentre i più poveri che non hanno questa possibilità sopprimono le figlie femmine dopo la nascita, pensate che tra il 1985 e il 2005 sono state uccise circa 2 milioni di bambine di età inferiore ai 6 anni. La popolazione femminile è diminuita notevolmente e per mille uomini di sono 837 donne circa il 20% in meno. Oggi crescere una figlia in India costa molto anche a causa della dote Matrimoniale che le famiglie dei mariti pretendono e che diventano insostenibili per la maggior parte dei genitori, per non parlare  dei delitti d’onore e  delle esecuzioni fatte per l’accusa di stregoneria.

Entrando nei particolari entro il primo anno d’età vengono avvelenate, annegate, soppresse con il sale che gli viene fatto ingerire, soffocate, strangolate e sepolte vive. per non parlare di metodi ancore più subdoli e atroci come coprirle con coperte bagnate per causargli la polmoniti oppure facendogli bere alcol per provocare dissenterie fortissime  queste vengono considerate morti naturali con la compiacenza del personale medico corrotto. Rimane il fatto che in India ogni cinque minuti muore una bambina per diverse cause.

Incredibile confessione di una mamma “ho strangolato le mie 8 figlie”Il triste racconto di una donna che appena veniva a conoscenza del sesso delle nasciture le uccideva, perchè secondo lei erano del sesso “sbagliato”. L’omicida racconta con fredda lucidità di aver volontariamente strozzato le sue 8 figlie e di averle poi sotterrate  in un campo adiacente  a casa sua. Questo documento lo possiamo trovare nel trailer del documentario It’s a girl . Anche se per la verità anche le mamme che partoriscono sono a rischio infatti troviamo nei titoli delle maggiori testate giornalistiche Indiane “bruciata viva per aver partorito una femmina” oppure una neonata  nel cassonetto il terzo caso in una settimana. Questa situazione si è determinata secondo il parere di Rita Banerji, da come è  strutturata l’organizzazione sociale  spiccatamente patriarcale dove le donne sono considerate meno di niente neanche a livello di esseri umani. Non così per i figli maschi che rappresentano una forma di investimento per il futuro   viste le cospicue doti spettanti allo sposo da parte della famiglia della sposa. La dote in questione favorisce gli omicidi perchè è molto più conveniente per il marito uccidere la moglie piuttosto che divorziare visto che la stessa in caso di divorzio richiederebbe indietro la somma versata al momento del matrimonio, questo significherebbe la perdita della sicurezza economica . la comunità internazionale a difesa dei diritti delle donne fino ad oggi è intervenuta in modo blando speriamo che soprattutto l’Europa prenda coscienza e agisca per bloccare questo terribile  genocidio.

vedi articolo repubblica .it

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