La statua della Madonna di Fatima accanto al Papa. Nell’anniversario della prima apparizione 13 maggio

 

 

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Domani, mercoledì 13 maggio 2015, giorno di ricorrenza della prima apparizione della Madonna di Fatima, a fare da sfondo all’Udienza Generale del Santo Padre sarà la statua della Madonna di Fatima, grazie al contributo dell’Unitalsi (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali).

La sezione Romana Laziale dell’Unitalsi ha accolto la volontà di Papa Francesco di avere la statua per questa importante ricorrenza. La particolarità è che la statua raffigurante la Madonna è stata acquistata e benedetta proprio a Fatima grazie ad una colletta fatta dai ragazzi disabili assistiti dall’associazione.

Questa giornata, inoltre, darà simbolicamente il via alla stagione dei pellegrinaggi unitalsiani del Lazio, il prossimo dei quali è previsto per il 3 giugno 2015 proprio a Fatima.

“Abbiamo accolto con grande piacere la richiesta di Papa Francesco – dichiara don Gianni Toni, assistente ecclesiastico Unitalsi Romana Laziale – e saremo con lui con oltre cento disabili per celebrare questa importante ricorrenza. Siamo orgogliosi che proprio nel giorno dedicato alla Madonna di Fatima, la nostra statua legherà simbolicamente il Santuario Mariano a piazza San Pietro, in una preghiera di pace e speranza”.

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13 Maggio 1917 – La prima delle sei apparizioni della Madonna

Il 13 maggio 1917, domenica precedente l’Ascensione, dopo aver assistito alla Santa Messa, Lucia, Francesco e Giacinta portano il gregge a pascolare in un luogo detto “Cova da Iria”
Consumata la merenda e recitato il S.Rosario cominciano a giocare quando, all’improvviso, vedono un lampo; pensando che sia in arrivo un temporale cominciano ad avviarsi col gregge verso casa. Poco dopo vedono un altro lampo e, dopo pochi passi, vedono sopra un piccolo leccio, una Signora tutta vestita di bianco, più brillante del sole.
Suor Lucia, nel suo quarto memoriale del 1941, così racconta, “Eravamo così vicini a lei che ci trovavamo nella luce che la circondava o che, piuttosto, emanava da lei, forse solo a un metro e mezzo di distanza, più o meno”.
Allora la Madonna ci disse:
– Non abbiate timore! Non vi farò del male
Di dove siete? le chiesi.
– Sono del Cielo
E che cosa volete da noi?
– Sono venuta per chiedervi di venire qui per sei mesi di seguito, il 13 [di ogni mese] a questa stessa ora. Più tardi vi dirò chi io sono e quello che voglio. Poi riverrò ancora qui una settima volta
Ed io andrò in Cielo?
– Sì, ci andrai
E Giacinta?
– Anche lei
– E Francesco?
– Anche lui. Ma dovrà recitare molti rosari
Mi ricordai allora di formulare una domanda riguardo a due ragazze che erano morte da poco. Erano mie amiche e venivano a casa nostra per imparare a tessere con mia sorella maggiore.
– Maria das Neves, è già in Cielo?
– Sì, vi è (mi sembra che avesse pressappoco 15 anni)
– Ed Amalia?
– Essa deve restare in Purgatorio fino alla fine del mondo (mi sembra che potesse avere 18 o 20 anni)
– Volete offrirvi a Dio per sopportare tutte le sofferenze che Egli vorrà inviarvi, in atto di riparazione per i peccati per i quali è offeso, e di supplica per la conversione dei peccatori?
– Sì, lo vogliamo, certo!
– Avrete quindi molto da soffrire, ma la grazia di Dio sarà il vostro conforto
Fu pronunciando queste ultime parole che la Madonna aprì per la prima volta le mani [fino a quel momento aveva tenute le mani giunte] e ci comunicò, a mezzo di una specie di riflesso che emanava da lei, una luce così intima che, penetrando nel nostro cuore, e fino al più profondo della nostra anima, faceva sì che vedevamo noi stessi in Dio, che era questa luce, più chiaramente di come ci si vede in uno specchio.
Allora, a causa di un impulso interno che ci era anche comunicato, siamo caduti in ginocchio ed abbiamo ripetuto dal profondo del nostro cuore:

O Santissima Trinità, vi adoro! Mio Dio, mio Dio, Vi amo nel Santissimo Sacramento!
Dopo qualche momento la Madonna aggiunse:
Si reciti il Rosario tutti i giorni per ottenere la pace, per la fine della guerra!
Poi cominciò ad innalzarsi dolcemente, nella direzione del levante, fino a sparire nella immensità del cielo.